Prima mostra 1986 (≈ 1986)
Inizio delle collezioni al di fuori delle mura
1988
Costruzione
Costruzione 1988 (≈ 1988)
Architettura industriale colorata
1989
Apertura del museo
Apertura del museo 1989 (≈ 1989)
Installazione permanente in Moirans-en-Montagne
2001
Don Chantal Lombard
Don Chantal Lombard 2001 (≈ 2001)
1.200 giocattoli da 33 paesi
2003
Acquisizione collezione Canet-en-Roussillon
Acquisizione collezione Canet-en-Roussillon 2003 (≈ 2003)
4.000 giocattoli tra cui oggetti d'antiquariato
2009
Don Jean-Pierre Rossie
Don Jean-Pierre Rossie 2009 (≈ 2009)
700 giocattoli da Sahara/Atlas
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Chantal Lombard - Etnologo
Donatore di 1.200 giocattoli (2001)
Jean-Pierre Rossie - Antropologo
Donatore di 700 giocattoli (2009)
Origine e storia
Il Toy Museum è stato fondato nel 1986 con le prime mostre itineranti di giochi e giocattoli, prima di stabilirsi definitivamente nel 1989 a Moirans-en-Montagne. Le sue collezioni, originariamente composte da donazioni di produttori e artigiani locali, sono state arricchite da oggetti tecnici e strumenti legati alla produzione giurasiana dal XIX secolo. Il museo presenta pezzi emblematici di francese (Jouef, JEP) e internazionale (Lego, Playmobil), che riflettono l'evoluzione industriale e culturale del giocattolo.
Nel 2001, l'etnologo Chantal Lombard offrì 1.200 giocattoli provenienti da 33 paesi, mentre nel 2003 il museo acquisì 4.000 pezzi dal Museo Canet-en-Roussillon, tra cui antichi giocattoli sumerici, greci e bizantini. Nel 2009, Jean-Pierre Rossie ha completato le collezioni con 700 giocattoli unici del Sahara e dell'Atlante. Questi contributi, combinati con donazioni regolari (giocattoli indiani, archivi di aziende locali), rendono il museo un riferimento mondiale, che copre 5.000 anni di storia del divertimento.
L'edificio, costruito nel 1988, adotta un'estetica industriale colorata (giallo, verde, blu) e ora ospita quasi 20.000 oggetti. Etichettato Musée de France, unisce patrimonio etnologico, storia tecnica e memoria regionale, illustrando sia il know-how giurasiano che gli scambi culturali internazionali. Il suo interesse è anche la conservazione di macchine e strumenti legati alla produzione tradizionale di giocattoli.
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