Origine e storia
La chiesa dello Spirito Santo dei Guiberti, situata nei Monêtier-les-Bains nelle Hautes-Alpes, trova le sue origini all'inizio del XVI secolo con una cappella costruita nel 1510 sotto la supervisione della parrocchia locale. Gli abitanti, chiamati Guibertins, finanziarono collettivamente le Messe in questo luogo di culto, che bruciarono tre volte (1665, 1741, 1770). La grande ricostruzione tra il 1707 e il 1712, dopo il fuoco del 1665, diede origine all'attuale edificio, segnato dalla sua cupola e dal campanile ispirato alla collegiata chiesa di Briançon. La chiesa fu eretta come parrocchia indipendente nel 1836, prima di perdere questo status intorno al 1925 con la partenza dell'ultimo parroco.
Nel XVIII secolo, la chiesa ricevette generose donazioni da parte di emigranti, tra cui i librerie di Torino e Milano, che contribuirono alla sua abbellimento. La sua architettura composita riflette tre fasi distinte: la piazza centrale (antica cappella del XVI secolo), la navata ingrandita ad ovest, e il coro a lato piatto sostenuto dalla cura. Il campanile, con quattro piani trafitti da sedici baie, è sormontato da una cupola imperiale e da una lanterna, replica di Briançon. La facciata monumentale, datata 1847, ha un frontone triangolare e una nicchia vuota la cui statua è stata trasferita al museo di arte sacra locale.
Classificata come monumento storico nel 1988, la chiesa ospita eccezionali mobili barocchi, tra cui tre altari di pino cembro scolpiti (1651 per l'altare maggiore), statue di santi (in particolare Sant'Antonio, invocate contro le malattie), e uno stand riservato ai penitenti, attivi dal 1644 al 1920. Le vetrate bianche, tipiche del barocco, illuminano dipinti ristrutturati (XXI secolo), come quelle raffiguranti la Vergine o Sant'Antonio. Nonostante il suo ricco patrimonio, la chiesa ora soffre di decrepiti muri interni, in attesa di restauro dal 2010, bloccati da vincoli amministrativi e legali.
La Fratellanza dei Penitenti, fondata nel 1644, ebbe un ruolo centrale nella vita religiosa e funeraria della frazione fino all'inizio del XX secolo. I suoi membri, eletti ogni due anni (rettore, tesoriere), organizzano processioni e assistenza al defunto. Il loro rostro, chiamato i piani, conserva cesti, bastoncini di processione e lanterne. La chiesa illustra anche l'artigianato locale, con un pulpito di larice (legno abbondante nella valle) e caratteri battesimali di granito (1707), caratteristica della regione.
Sant'Antonio d'Egitto, santo patrono della chiesa accanto allo Spirito Santo, è onorato lì per la sua protezione contro le malattie (pisto, ergotismo). Le sue reliquie, trasferite a Dauphine nell'XI secolo, ispirarono una forte devozione locale, simboleggiata dai suoi attributi (pelle, tau, libro). L'edificio, oggi di proprietà del municipio, rimane una grande testimonianza della storia barocca e religiosa alpina delle Alte Alpi, anche se il suo restauro è patinato a causa di complessità legali e finanziarie.
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