Costruzione della sinagoga 1874-1875 (≈ 1875)
Lavoro dell'architetto Alexis Vagny.
septembre 1875
Inaugurazione
Inaugurazione septembre 1875 (≈ 1875)
Apertura al culto ebraico.
20 juillet 1942
Rafle ebraico
Rafle ebraico 20 juillet 1942 (≈ 1942)
Equivalente locale di Vel.
18 juillet 1993
Placca commemorativa
Placca commemorativa 18 juillet 1993 (≈ 1993)
Omaggio ai deportati del 1942.
22 mai 2024
Monumento storico
Monumento storico 22 mai 2024 (≈ 2024)
Protezione ufficiale dell'edificio.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
La sinagoga, in totale, tra cui la recinzione che chiude la trama lato strada. La sinagoga si trova a 21 Lochet Street, al Parcel n. 134, mostrato in foglio cadastre 000 BE 01, il tutto secondo il piano allegato al decreto: iscrizione per ordine del 22 maggio 2024
Dati chiave
Alexis Vagny - Architetto
Designer della sinagoga (1874-1875).
Rachi - Rabbino e studioso
Collegato alla scuola ebraica medievale.
Origine e storia
La sinagoga di Châlons-en-Champagne, costruita tra il 1874 e il 1875 dall'architetto Alexis Vagny, fu inaugurata nel settembre 1875. In stile ispano-mauresco, si distingue per la sua facciata decorata con un versetto ebraico dal Salmo 84. Situato a 21 rue Lochet, è ancora attivo ed è stato elencato presso i Monumenti Storici nel maggio 2024, compresa la sua recinzione. Nelle vicinanze, un tempio protestante del 1880 completa questo paesaggio religioso del XIX secolo.
La presenza ebraica in Châlons risale almeno all'XI secolo, con una scuola legata ai seguaci di Rachi. Espulso durante la guerra dei cent'anni, gli ebrei tornarono dopo la Rivoluzione francese, rafforzati dall'arrivo degli Alsatiani-Lorenani nel 1870, poi ebrei provenienti dall'Europa centrale e da Blackfoot negli anni sessanta. Una targa commemora le vittime del raid del 20 luglio 1942, l'equivalente locale di quello del Vel.
La sinagoga ospita cerimonie annuali in memoria dei deportati e si apre al pubblico durante le Giornate del Patrimonio. La città conserva anche tracce del passato, come una piazza israeliana al Cimitero Orientale, strade chiamate "Ebrea Petita" e "Ebrei", così come un antico manoscritto Mikve ed ebraico presso la biblioteca comunale. Questi elementi illustrano una storia ebraica millenaria, segnata da onde di migrazione e resilienza comunitaria.
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