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Palais Bourbon de Paris

Patrimoine classé
Palais
Paris

Palais Bourbon de Paris

    Quai d'Orsay
    75007 Paris

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1700
1800
1900
2000
1722-1728
Costruzione iniziale
1791
Confisca rivoluzionaria
1798
Sede del Consiglio dei Cinquecento
1806-1810
Facciata neoclassica
1827
Acquisizione
1893
Attentazione anarchica
1940-1944
Occupazione tedesca
1989
Bicentenario della Rivoluzione
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Louise-Françoise de Bourbon - Sindaco del Palazzo Figlia legittima di Luigi XIV, duchessa di Borbone.
Bernard Poyet - Architetto Autore della facciata neoclassica sotto Napoleone I.
Jules de Joly - Architetto Produttore dell'attuale emiciclo (1827-1832).
Eugène Delacroix - Pittore Decorare la biblioteca del palazzo.
Auguste Vaillant - Anarchia Autore dell'attacco del 1893 nella Camera.
Jean-Pierre Cortot - Sculptore Autore della facciata allegorica (1841).

Origine e storia

Il Palazzo Borbone fu commissionato nel 1722 da Louise-Françoise de Bourbon, figlia legittimata di Luigi XIV e Madame de Montespan, per diventare la sua residenza parigina. Costruito tra il 1722 e il 1728 dagli architetti Giardini, Lassurance, Jean Aubert e Jacques V Gabriel, adotta uno stile italiano ispirato al Grand Trianon. Il palazzo, considerato un gioiello architettonico del Settecento, fu ampliato sotto Luigi XV e confiscato come proprietà nazionale nel 1791 durante la Rivoluzione.

Già nel 1798, il Palazzo Borbone divenne sede del Consiglio dei Cinquecento, la prima camera inferiore della Repubblica. Sotto Napoleone I, l'architetto Bernard Poyet trasforma la facciata nord in un peristyle colonnato neoclassico, evocando un tempio greco dedicato alle Leggi, in una risposta simmetrica alla chiesa di Madeleine. L'attuale emiciclo, progettato tra il 1827 e il 1832 da Jules de Joly, incorpora elementi ereditati dai regimi precedenti, come la sedia presidenziale progettata da Jacques-Louis David.

Il palazzo passò attraverso i regimi politici francesi, ospitando successivamente il Corpo legislativo, la Camera dei deputati e l'Assemblea nazionale dal 1946. La sua storia è segnata da eventi drammatici, come l'attacco anarchico del 1893 o la crisi del 6 febbraio 1934, così come i simboli repubblicani, come il fronte allegorico di Cortot (1841) o la sfera dei diritti umani installati nel 1989. Oggi, incarna sia un luogo di potere che un patrimonio artistico, con la sua biblioteca decorata da Delacroix e le sue collezioni storiche.

Durante la seconda guerra mondiale, il palazzo, abbandonato dai parlamentari, era occupato dall'amministrazione tedesca e dalla Luftwaffe. L'emiciclo servì come scenario per i discorsi di Hitler e un processo contro resistenze nel 1942. Rilasciato nel 1944, riacquistò la sua funzione parlamentare, mentre subì l'ammodernamento (parcheggio sotterraneo nel 1980, recenti ristrutturazioni). Il dibattito sulla memoria coloniale riapparve nel 2020 con polemiche sui tributi a Colbert, redattore del Codice Nero, illustrando le tensioni tra patrimonio e storia.

Il Palazzo Bourbon si distingue anche per i suoi spazi emblematici: la Sala dei Quattro Colonni, dove i giornalisti hanno intervistato i parlamentari dal 1968, l'emiciclo con i sedili in velluto rosso decorati con placche commemorative, o la biblioteca con tesori come il Codex Borbonicus. La sua architettura, che unisce il patrimonio principesco e i simboli repubblicani, lo rende un monumento politico e culturale, classificato nel notevole patrimonio del 7° arrondissement.

Il futuro

Ospita l'Assemblea Nazionale Francese.

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