Periodo di costruzione Néolithique (≈ 4100 av. J.-C.)
Bomba collettiva scavata e costruita.
vers 1850
Scoperto dal Sig. Carnelle
Scoperto dal Sig. Carnelle vers 1850 (≈ 1850)
Ricerche iniziali e scoperta di ossa e oggetti.
26 juin 1974
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 26 juin 1974 (≈ 1974)
Protezione ufficiale dell'ipogea e del suo vestibolo.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Ipogeo con vestibolo neolitico noto come l'Ole to the Dead (Box C 1): per ordine del 26 giugno 1974
Dati chiave
M. Carnelle - Scoperta del sito
Ha fallito la tomba intorno al 1850.
Origine e storia
L'ipogeo al vestibolo neolitico di Parmain, soprannominato Trou à Morts, fu scoperto intorno al 1850 da M. Carnelle su una collina che domina la Val de Nesles. Questo monumento funerario, parzialmente scavato in una banca calcarea, combina le caratteristiche di una grotta naturale e una costruzione megalitica, con una camera oblungo di 4,30 m di lunghezza e un antecamera delimitata da orthostats. Il suo orientamento ovest-nordest e la presenza di un possibile indicatore menhir a 50 m suggeriscono un'organizzazione spaziale simbolica, tipica delle sepolture collettive del neolitico.
Quando scoperta, la tomba conteneva molte ossa umane in buone condizioni, accompagnate da oggetti funerari come assi levigati, lame flint e una palla di bronzo, ora sparsi. Il sito servì poi come rifugio, in particolare durante la prima guerra mondiale, che in parte alterava la sua struttura: le pareti in pietra asciutta sono state rimosse e il terreno coperto. Questi cambiamenti hanno reso l'esatta ricostruzione della sua architettura originale incerta, anche se rimane come due lastre verticali dell'anticamera.
Ranked un monumento storico il 26 giugno 1974, l'ipogeo illustra le pratiche funerarie neolitiche in Île-de-France, dove le comunità sedentarie eressero sepolture collettive segnate da strutture megalitiche. La sua posizione strategica, vicino a un pendio occidentale, e la sua integrazione in un paesaggio calcareo riflettono una padronanza tecnica e simbolismo spaziale unico a questo periodo. Gli scavi del XIX secolo, sebbene poco documentati, rivelano l'importanza del sito nello studio dei riti funerari e dell'artigianato (silex, bronzo) del neolitico regionale.
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