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Città vecchia del Mothe (anche su comune di Outremecourt) à Outremécourt en Haute-Marne

Haute-Marne

Città vecchia del Mothe (anche su comune di Outremecourt)

    Chemin de la Motte
    52150 Soulaucourt-sur-Mouzon
Ancienne cité de la Mothe
Ancienne cité de la Mothe
Ancienne cité de la Mothe
Ancienne cité de la Mothe
Ancienne cité de la Mothe
Ancienne cité de la Mothe
Ancienne cité de la Mothe
Ancienne cité de la Mothe
Ancienne cité de la Mothe
Ancienne cité de la Mothe
Ancienne cité de la Mothe
Ancienne cité de la Mothe
Ancienne cité de la Mothe également sur commune de Outremécourt
Crédit photo : Martin Zeiller - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1258
Fondazione della città
1506 et 1580
Riunioni degli Stati
26 juillet 1634
Prima resa
1er juillet 1645
Distruzione finale
10 août 1923
Classificazione delle rovine
4 octobre 2001
Estensione della classificazione
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Fortezza (regine dell'antica città del Mothe) situata sul dominio comunale di Soulaucourt-sur-Mouzon: classificazione per decreto del 10 agosto 1923 - Ex città situata nel comune di Outremecourt (cad. ZH 49): classificazione per decreto del 4 ottobre 2001

Dati chiave

Thiébaut II de Bar - Conte di Bar Fondata la città nel 1258
Antoine d'Isches - Governatore di La Mothe Morì nel 1634 durante l'assedio
Cardinal de Richelieu - Ministro di Luigi XIII Diretto il primo posto (1634)
Charles IV de Lorraine - Duca di Lorena Difende la città dalla Francia
Jules Mazarin - Cardinale e Ministro Distruzioni orde nel 1645
Pierre Magalotti - Comandante francese Ucciso durante l'assedio del 1644
Chanoine Héraudel - Difensore della città Tua Magalotti nel 1644

Origine e storia

Il sito di La Mothe-en-Bassigny, in cima ai comuni di Outremécourt e Soulaucourt-sur-Mouzon (Haute-Marne), è stata una grande cittadella del Ducato di Lorena. Fondata nel 1258 da Thiébaut II de Bar su un promontorio strategico a 506 m sul livello del mare, è diventata dopo Nancy la città più potente della Lorena, che ospita fino a 4.000 abitanti. Nel 1506 e nel 1580 fu un centro commerciale e militare per la stesura dell'usanza di Bassigny.

Durante la guerra dei trenta anni, La Mothe resistette ferocemente alle truppe francesi. Nel 1634, dopo 141 giorni di assedio, cadde sotto gli ordini di Richelieu, nonostante la morte eroica del suo governatore Antoine d'Isches. Nel 1641 fu ripreso nel 1642 e assediato nuovamente nel 1644. L'assedio finale (1644-1645), segnato dall'uso pionieristico delle bombe in Europa, si concluse con la sua resa il 1o luglio 1645 dopo 205 giorni di resistenza.

Contrariamente agli accordi, Mazarin ordinò la distruzione totale della città, uccidendo 3.000 abitanti. Questa borsa sigillava la fine della Lorena come stato sovrano e divenne un simbolo della resistenza di Lorena. Il sito, classificato come monumento storico nel 1923 e 2001, ospita ora rovine forestali e un memoriale inaugurato nel 1897. Un'associazione lavora dal 2005 per conservarla.

Il Mothe illustra le tensioni franco-lorene del XVII secolo. Il suo declino segna un punto di svolta politico: i duchi di Lorena persero la loro autonomia, preparandosi all'attaccamento alla Francia nel 1766. La divisione dipartimentale del XIX secolo ha deliberatamente integrato le sue rovine nell'Alta Marna (Champagne), neutralizzando un simbolo potenzialmente sovversivo.

I resti, protetti in una riserva Natura 2000, richiamano un'innovativa architettura militare: recinti bastionati del 1540, raddoppiati nel XVII secolo. Gli scavi e gli archivi (deliberazioni, poesie, storie di assedi) documentano un'intensa vita urbana, tra fiere, pavimento di seine e guarnigioni, prima della distruzione del 1645.

La memoria di La Mothe continua attraverso opere letterarie (poema di Alcide Marot, romanzi storici) e commemorazioni. La sua storia, insegnata come esempio di resistenza e repressione, rimane un segno di identità lorenese, tra orgoglio regionale e integrazione nazionale.

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