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Chiesa di San Martino di Aspirazione à Ventouse en Charente

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise romane et gothique
Charente

Chiesa di San Martino di Aspirazione

    Le Bourg
    16460 Ventouse
Crédit photo : Jack ma - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1900
2000
XIIe siècle
Costruzione della chiesa
XVe siècle
Pietre e case
1925
Classificazione parziale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Western Facade: Registrazione per ordine del 14 maggio 1925

Dati chiave

Jacques Martin de Bourgon - Generale della Repubblica Nato a Suzione nel 1742
Comtesse de Sansac - Signora della parrocchia Menzionato nel 1686 come proprietario

Origine e storia

La chiesa di Saint-Martin de Vousse è un ex priorato del XII secolo, dipendente dall'abbazia benedettina di Cellefrouin. Situato nel villaggio di Suzione, illustra l'architettura religiosa romanica della regione. La facciata occidentale, classificata come monumento storico nel 1925, presenta elementi caratteristici di questo periodo, tra cui una piscina liturgica conservata nell'abside.

La città di Suveuse, attaccata al dipartimento di Charente a Nouvelle-Aquitaine, si sviluppò intorno a questa chiesa, che fungeva da centro spirituale e comunitario. Il territorio, segnato da altipiani calcarei e valli come quello del Suono, era storicamente dedicato all'agricoltura (cereali, castagne) e al bestiame, attività menzionate nei registri parrocchiali del XVII secolo.

Nel XV secolo, una lapide conservata nel presbiterio attesta l'importanza funebre del sito. La casa vicina della Chalouzière, risalente allo stesso periodo, suggerisce un'occupazione seigneuriale o ecclesiastica legata al priorato. La città, esposta a venti prevalenti (da qui il nome occitan ventosa), è stata servita nel XX secolo da una linea ferroviaria locale, il Petit Mairat, riflettendo la sua progressiva integrazione nelle reti moderne.

La chiesa, una proprietà comunitaria fin dalla Rivoluzione, rimane una testimonianza degli scambi culturali tra l'oïl (Santongeese) e i domini linguistici occitani (Marchois), il comune che segna il confine dialettico tra queste due aree. La sua designazione come monumenti storici sottolinea il suo valore di patrimonio, anche se solo la sua facciata gode di questa protezione.

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