Costruzione di calvario XVe siècle (≈ 1550)
Periodo di costruzione del Monumento Abbaziale.
1791
Diventare comuni
Diventare comuni 1791 (≈ 1791)
Trasferimento di proprietà dopo la Rivoluzione.
1886
Vendita con la cappella
Vendita con la cappella 1886 (≈ 1886)
Alienazione del calvario e delle sue dipendenze.
22 octobre 1956
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 22 octobre 1956 (≈ 1956)
Riconoscimento ufficiale del suo valore di patrimonio.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Calvario (caso G 673): iscrizione per ordine del 22 ottobre 1956
Dati chiave
Information non disponible - Nessun personaggio citato nelle fonti
I testi non menzionano gli attori storici specifici.
Origine e storia
Il Calvario di San Maudez, situato a Edern in Finistère, è un edificio religioso risalente al XV secolo. Una vestigia di un'antica abbazia, si distingue per la sua base triangolare e la sua croce centrale che rappresenta Cristo, sempre intatta. Dopo la Rivoluzione, divenne una proprietà comune nel 1791, prima di essere venduta nel 1886 con la cappella dell'Abbazia. Oggi, la maggior parte delle statue che lo compongono sono scomparse, con l'eccezione di frammenti come una parte del corpo di un apostolo e dei tamburi delle croci di larron.
La Pietà, elemento importante del calvario, è stata trasferita al Museo di Quimper per la sua conservazione. Originariamente, dodici apostoli decorarono il monumento, posto su basi dedicate. Nonostante la dispersione dei suoi componenti, il Calvario rimane una testimonianza architettonica e storica dell'arte cristiana bretone del XV secolo. È stato classificato come monumento storico nel 1956, riconoscendo il suo valore di patrimonio.
Edern, come molti comuni di Breton, era allora un luogo di vita rurale e religiosa, dove i calvaries servivano come punti di riferimento spirituale e comunitario. Questi monumenti, spesso legati alle abbazie o alle chiese, hanno svolto un ruolo centrale nei pellegrinaggi e nelle riunioni locali. La loro iconografia rifletteva le credenze e le narrazioni bibliche, rafforzando l'identità culturale e religiosa della regione.
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