Periodo di costruzione Néolithique récent (vers 3000–2500 av. J.-C.) (≈ 2750 av. J.-C.)
Bomba collettiva in uso.
Mai 1950
Scoperta della sepoltura
Scoperta della sepoltura Mai 1950 (≈ 1950)
Lavoro di perforazione vicino alla chiesa.
14 novembre 1951
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 14 novembre 1951 (≈ 1951)
Ordine di protezione ufficiale.
1986
Integrazione nel centro culturale
Integrazione nel centro culturale 1986 (≈ 1986)
Stanza dedicata a Louis Jouvet.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Sepoltura neolitica (Box A 210): Ordine del 14 novembre 1951
Dati chiave
Eliane Basse de Menorval - Archeologo
Dirige ricerche ufficiali.
Jean-Claude Blanchet - Ricercatore specializzato
Studiò le sepolture dei francescani.
Origine e storia
La sepoltura dei pozzi di Bonnières-sur-Seine fu scoperta nel maggio 1950 durante la foratura vicino alla chiesa del villaggio. Immediatamente riportata, fu sottoposta a saccheggio illegale prima delle ricerche ufficiali condotte da Eliane Basse de Menorval. Le ossa e circa 30 lastre sono state rubate, ma la ricerca ha permesso di documentare una tomba collettiva eccezionale, classificata come monumento storico nel 1951. Un piccolo museo è stato allestito per la prima volta in loco, poi la sepoltura è stata integrata nel 1986 nel centro culturale Louis Jouvet, dove è dedicata una sala.
La tomba, scavata nelle alluvioni a 200 m dalla Senna, è lunga 8,30 m per una larghezza variabile (1,40 a 2,10 m). Le sue pareti sono delimitate da lastre verticali di calcare locale, e il terreno pavimentato ospitava i resti di circa 40 individui (adulti, bambini, anziani). I teschi, spesso rotti e isolati, suggeriscono riti funerari selettivi. I mobili recuperati includono strumenti flint (lame, frecce), guarnizioni (denti forati, fossili) e tracce di caminetti, riflettendo un'occupazione ritualizzata su diverse generazioni.
Le lastre, di origine locale (range < 2 km), costituivano una struttura complessa: due strati sovrapposti coprivano il defunto, sormontati da un terzo strato terminale a 0,90 m di profondità. Un possibile telaio in legno, ora estinto, avrebbe potuto consolidare il tutto. La tomba illustra le pratiche collettive del recente neolitico (circa 3000-2500 a.C.), dove le sepolture servivano come luoghi di memoria comunitaria, spesso riaperto per nuove sepolture.
Classificato dal 1951 (decreto del 14 novembre), la sepoltura è ora di proprietà del comune. Il suo stato di conservazione e arredamento, anche se parzialmente saccheggiato, lo rendono un luogo chiave per comprendere le società neolitiche dell'Île-de-France. Gli scavi di Menorval e gli studi successivi (in particolare di Jean-Claude Blanchet) hanno permesso di collocare il monumento nella rete di sepolture collettive regionali, come quelle degli Yvelines.