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Metropolitan, stazione di Jaurès à Paris 1er dans Paris

Paris

Metropolitan, stazione di Jaurès


    75010 Paris 19e Arrondissement
Métropolitain, station Jaurès
Métropolitain, station Jaurès
Crédit photo : Jeromebouquet - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1900
Design di Guimard
1902
Linea di inaugurazione 2
1913
Fine delle strutture Guimard
12 février 2016
Protezione dei monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Entourage de l'accès située boulevard de La Villette, face au n°184 (element non cadastre, situé face à la trama cadastrale AT 69): iscrizione per ordine del 12 febbraio 2016

Dati chiave

Hector Guimard - Architetto Creatore degli ingressi della metropolitana Art Nouveau.
Adrien Bénard - Presidente del CMP Guimard dovrebbe sostenere il contratto.
Eugène Gillet - Smalto artigianale Fornitore di pannelli lavici smaltati.

Origine e storia

L'ingresso della metropolitana alla stazione di Jaurès, situata nel XIX arrondissement di Parigi, è uno dei 167 accessi progettati dall'architetto Hector Guimard per la rete parigina all'inizio del XX secolo. Queste opere, commissionate in emergenza per l'Esposizione Universale del 1900, segnano il culmine dell'Art Nouveau in Francia. Guimard, anche se non ha vinto il concorso ufficiale organizzato dalla Compagnie du chemin de fer métropolitain de Paris (CMP), è stato affidato al progetto nel gennaio 1900 grazie a sostenitori influenti, tra cui quello del banchiere Adrien Bénard o membri del consiglio comunale. Le sue creazioni, mescolando ferro, ghisa, vetro e lava smaltata, si spezzano con modelli tradizionali considerati troppo ingombranti o figurativi.

Gli ingressi di Guimard sono divisi in due tipi principali: gli edicoli, le strutture coperte con tetti arditi (come il modello B a forma di libellula), e gli entourages, le balaustre leggere con candele e segni in ghisa scolpiti. Lo stile di Guimard, caratterizzato da linee curve ispirate alla pianta (brins de muguet, foglie, fusti), si oppone ai critici che la vedono come uno "stile di spaghetti" o un'estetica troppo elegante. Nonostante il loro successo iniziale, questi ingressi sono stati gradualmente abbandonati dopo il 1913, con il CMP favorendo modelli più sobri, soprattutto dopo il fuoco della metropolitana Crowns nel 1903. La maggior parte degli edicoli sono distrutti nel periodo interbellico, vittime della disaffezione per l'Art Nouveau e l'ascesa dell'Art Deco.

La stazione di Jaurès, come altri accessi Guimard, ha goduto di un rinnovato interesse per questo patrimonio sin dagli anni '60. Nel 1978, 86 opere rimanenti sono elencate nei Monumenti Storici, compresa la zona circostante della stazione, protetta con decreto del 12 febbraio 2016. I restauri effettuati dagli anni '90 mirano a trovare i colori e i materiali originali (verde grigio, arance, lava smaltata), adattando al contempo le indicazioni ad una moderna polizia ispirata a Guimard. Oggi, questi ingressi, ora icone della Paris de la Belle Époque, simboleggiano sia l'audacia creativa del loro architetto che le sfide di preservare il patrimonio industriale.

Hector Guimard collabora con artigiani eccezionali per realizzare i suoi ingressi, come la Fonderie d'art du Val d'Osne per font, o Eugene Gillet per pannelli lavici smaltati prodotti a Saint-Denis. Verrine arancio, rispetto a lacrime o frutti, e segni con scritte Art Nouveau (ridotta alla parola "Metropolitan" e poi "Metro") diventano elementi distintivi del paesaggio parigino. Nonostante i conflitti con il CMP, in particolare sui costi e sulla proprietà intellettuale, Guimard impone uno stile modulare ed economico, consentendo la produzione seriale. Le sue creazioni, inizialmente criticate per la loro esuberanza, finiscono per incarnare l'identità visiva della metropolitana, al punto di essere riprodotte o esposte all'estero (come a Montreal o New York).

L'ingresso alla stazione Jaurès, come quella di Porte Dauphine o Abbesses, testimonia il seme di Guimard. Anche se la maggior parte degli edicoli sono scomparsi, i rimanenti entourages, con i loro scudi aperti e sottili candelabri, continuano a affascinare. La loro estetica, tra astrazione e riferimento organico (bellule, ippocampi, carapaces), influenza le generazioni di artisti, dal cinema (Louis Malle, Henri-Georges Clouzot) ai fumetti (Jacques Tardi, Enki Bilal). Tra i simboli della Belle Époque, queste voci richiamano anche le tensioni tra innovazione artistica e vincoli urbani, un'eredità ancora visibile nel 19° arrondissement.

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