Proprietà dei Domenicani 1627 (≈ 1627)
Menzionato come "la casa di pecora bianca".
XVIe–XVIIe siècles
Costruzione di casa
Costruzione di casa XVIe–XVIIe siècles (≈ 1750)
Periodo di costruzione in legno.
9 octobre 1962
Registrazione Monumento storico
Registrazione Monumento storico 9 octobre 1962 (≈ 1962)
Protezione frontale e tetto.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Leperdit - Sizer e sindaco di Rennes
Occupato il piano terra durante il Terrore.
Dominicains - Proprietari nel 1627
Precedentemente "casa di pecora bianca".
Origine e storia
La Ty Anna Tavarn House, situata al n°19 di Place Sainte-Anne a Rennes, è un esempio emblematico dell'architettura in legno del XVI e XVII secolo. Costruito con un pavimento quadrato illuminato da una finestra centrale e da una porta alta, presenta un caratteristico tetto Rennes, tipico dei tetti della zona. Il suo pannello in legno, disposto in foglie di felce, è decorato con notevoli sculture, tra cui consolle di terra che rappresentano corone di fogliame, teste di chimera e una testa umana. Un piccolo drago è visibile anche sotto una delle console, aggiungendo al suo carattere decorativo unico.
Precedentemente conosciuta come la Casa del Mouton Bianco, questa casa apparteneva nel 1627 ai Domenicani. Durante la Rivoluzione francese, il suo piano terra ospitava il negozio del sarto Leperdit, che divenne sindaco di Rennes sotto il Terrore. La facciata sulla piazza e il suo tetto, tra cui i cannoni da camino, sono stati protetti da un ordine di registrazione nel 1962, evidenziandone l'importanza del patrimonio. Luogo Sainte-Anne, dove si trova, si compone di diverse case simili in pannelli di legno, rialzati su due piani e sormontati da abiti, alcuni decorati con sculture.
L'edificio illustra l'artigianato locale dell'epoca moderna, con travi a terra e consolle intagliate, riflettendo sia una funzione commerciale (shop al piano terra) che residenziale. La sua storia unisce così il patrimonio religioso, l'attività artigianale e la memoria rivoluzionaria, tipica dei centri urbani di Breton di questo periodo.