Fondazione della produzione di armi 14 juillet 1819 (≈ 1819)
Creato da Luigi XVIII a Châtellerault.
1968
Chiusura di fabbricazione
Chiusura di fabbricazione 1968 (≈ 1968)
Fine della produzione di armi in loco.
1969
Apertura del museo
Apertura del museo 1969 (≈ 1969)
Acquisizione della collezione Lassée di Châtellerault.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Bernard de Lassée - Collezionista e fondatore
Ha raccolto la collezione iniziale del museo.
Louis XVIII - Re di Francia
Fondata la fabbrica di armi nel 1819.
Duglin - Architetto
Progetta i laboratori di fabbrica.
Origine e storia
Il Musée de l'auto, de la moto et du vélo nasce dalla collezione privata del signor Bernard de Lassée, una figura importante nel patrimonio automobilistico francese. Fondatore dell'Automobile Club de l'Ouest e rappresentante della Francia nella Federazione Internazionale dei Veicoli Antichi, ha raccolto una eccezionale collezione di automobili, moto, biciclette e accessori. Questa collezione, acquisita dalla città di Châtellerault nel 1969, è stata esposta per la prima volta sotto il nome Museum of Technology and Automobile, poi Museum Auto Moto Bike, prima di diventare Le Grand Atelier, un museo che unisce arte, industria e storia sociale.
Il museo è ospitato nei locali dell'ex fabbrica di armi di Châtellerault, fondata il 14 luglio 1819 da Luigi XVIII. Questo sito industriale, chiuso nel 1968, è stato un protagonista nella produzione di armi in Francia, con una notevole architettura progettata dall'architetto Duglin, evocando strutture metalliche di tipo Eiffel. Il museo presenta veicoli iconici (Panhard-Levassor, Bugatti, Delahaye, Alcyon, ecc.) e oggetti legati alla storia tecnica, collocati nel loro contesto storico, dal XIX secolo al presente.
Oltre al trasporto, il museo affronta la storia sociale e industriale della regione, in particolare attraverso l'evoluzione della fabbrica di armi e il suo impatto sulla città. Elementi come il Cabaret du Chat Noir o vecchi manifesti pubblicitari illustrano la trasformazione della società in una civiltà urbana e tecnica. Etichettato Musée de France, unisce patrimonio industriale, innovazione tecnica e memoria collettiva, offrendo un tuffo nell'evoluzione della mobilità e del know-how locale.
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