Carbon datazione 14 2613–2202 av. J.-C. (≈ 2408 av. J.-C.)
Periodo di utilizzo di ipogea
1954
Alla scoperta del sito
Alla scoperta del sito 1954 (≈ 1954)
Identificazione di R. Hardouin
1954–1956
Scavi archeologici
Scavi archeologici 1954–1956 (≈ 1955)
Studio dei resti umani
8 décembre 1975
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 8 décembre 1975 (≈ 1975)
Registrazione del sito ufficiale
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Sepoltura collettiva neolitica (causa F 222): iscrizione per ordine dell'8 dicembre 1975
Dati chiave
R. Hardouin - Archeologo
Diretto gli scavi (1954-1956)
Gérard Bailloud - Specialista neolitico
Associa il sito con la cultura Seine-Oise-Marne
J-G. Pariat et A. Senée - Archeologi
Ipotesi grave secondaria
Origine e storia
L'ipogea del Champtier des Bureaux, scoperto nel 1954 a Buno-Bonnevaux (Essonne), è una sepoltura collettiva risalente al recente neolitico (2613-2202 a.C.). Immerso sotto una lastra di arenaria, la sua camera ovale (3,10 m × 1,50 m) è stata chiusa da una pietra ora estinta. Le sue pareti interne, rinforzate con pareti in pietra secca, ripararono i resti disarticolati di circa 20 individui, suggerendo il riutilizzo come tomba secondaria dopo il trasferimento di ossa da una prima struttura.
Gli scavi (1954-1956), condotti da R. Hardouin, rivelarono solo mobili funerari minimi: alcuni frammenti di flint non-characteristic. Gérard Bailloud collega questo sito alla cultura Seine-Oise-Marne, tipica del neolitico finale nel bacino di Parigi. L'assenza di piccole ossa e connessioni anatomiche, così come la rarità dei denti, sostiene l'ipotesi di svuotamento preventivo di resti prima che siano depositati in questa camera.
Ranked un monumento storico nel 1975, l'ipogea illustra le pratiche funerarie collettive del periodo tardo neolitico in Île-de-France. Il suo carbonio datato 14 e la sua associazione con la cultura Seine-Oise-Marne rendono questa una testimonianza chiave delle società agro-pastorali della regione, segnata dall'emergere di strutture megalitiche e riti complessi legati alla morte.
Le fonti archeologiche (Peek, Bénard) sottolineano la sua importanza nell'inventario dei megaliti francescani, anche se il suo stato di conservazione e la scomparsa della sua lastra di ingresso oggi limitano il suo studio. Il sito rimane un raro esempio di sepoltura sotterranea neolitica ad Essonne, complementare alle navate più diffuse della regione.
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