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Ipogea del Champtier des Bureaus a Buno-Bonnevaux dans l'Essonne

Patrimoine classé
Sites archéologique
Hypogée
Essonne

Ipogea del Champtier des Bureaus a Buno-Bonnevaux

    Le Champtier des Bureaux
    91720 Buno-Bonnevaux
Proprietà privata
Crédit photo : Terrum3 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
2400 av. J.-C.
0
1900
2000
2613–2202 av. J.-C.
Carbon datazione 14
1954
Alla scoperta del sito
1954–1956
Scavi archeologici
8 décembre 1975
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Sepoltura collettiva neolitica (causa F 222): iscrizione per ordine dell'8 dicembre 1975

Dati chiave

R. Hardouin - Archeologo Diretto gli scavi (1954-1956)
Gérard Bailloud - Specialista neolitico Associa il sito con la cultura Seine-Oise-Marne
J-G. Pariat et A. Senée - Archeologi Ipotesi grave secondaria

Origine e storia

L'ipogea del Champtier des Bureaux, scoperto nel 1954 a Buno-Bonnevaux (Essonne), è una sepoltura collettiva risalente al recente neolitico (2613-2202 a.C.). Immerso sotto una lastra di arenaria, la sua camera ovale (3,10 m × 1,50 m) è stata chiusa da una pietra ora estinta. Le sue pareti interne, rinforzate con pareti in pietra secca, ripararono i resti disarticolati di circa 20 individui, suggerendo il riutilizzo come tomba secondaria dopo il trasferimento di ossa da una prima struttura.

Gli scavi (1954-1956), condotti da R. Hardouin, rivelarono solo mobili funerari minimi: alcuni frammenti di flint non-characteristic. Gérard Bailloud collega questo sito alla cultura Seine-Oise-Marne, tipica del neolitico finale nel bacino di Parigi. L'assenza di piccole ossa e connessioni anatomiche, così come la rarità dei denti, sostiene l'ipotesi di svuotamento preventivo di resti prima che siano depositati in questa camera.

Ranked un monumento storico nel 1975, l'ipogea illustra le pratiche funerarie collettive del periodo tardo neolitico in Île-de-France. Il suo carbonio datato 14 e la sua associazione con la cultura Seine-Oise-Marne rendono questa una testimonianza chiave delle società agro-pastorali della regione, segnata dall'emergere di strutture megalitiche e riti complessi legati alla morte.

Le fonti archeologiche (Peek, Bénard) sottolineano la sua importanza nell'inventario dei megaliti francescani, anche se il suo stato di conservazione e la scomparsa della sua lastra di ingresso oggi limitano il suo studio. Il sito rimane un raro esempio di sepoltura sotterranea neolitica ad Essonne, complementare alle navate più diffuse della regione.

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