Crédit photo : Séraphin-Médéric Mieusement (1840–1905) Autres nom - Sous licence Creative Commons
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Timeline
Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
…
0
1800
1900
2000
Néolithique
Costruzione di dolmen
Costruzione di dolmen Néolithique (≈ 4100 av. J.-C.)
Tempo di erezione stimato.
1889
Monumento storico
Monumento storico 1889 (≈ 1889)
Protezione ufficiale dei dolmen.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Dolmen de Quincampoix (causa C 320, 321) : classificazione per elenco 1889
Dati chiave
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Origine e storia
Il Dolmen de Quincampoix, situato a Saint-Avit-les-Guespières (Eure-et-Loir), è un monumento megalitico risalente al periodo neolitico. Classificato monumento storico nel 1889, testimonia le pratiche funebri e architettoniche delle società preistoriche nella regione Centre-Val de Loire. Questo tipo di struttura, costituita da grandi pietre erette, generalmente servito come sepoltura collettiva.
Il villaggio di Saint-Avit-les-Guespières, rurale e attraversato dal Loir e dalla Foussarde, ospita questo vestigio tra i suoi due monumenti protetti. Il dolmen, situato a Quincampoix, è un raro e conservato esempio di patrimonio preistorico in una zona segnata da un'antica occupazione umana, come testimoniato dalle tracce medievali e dai resti del Castello di Rabestan.
La classificazione dei dolmen nel 1889 riflette il primo interesse a preservare i monumenti megalitici in Francia. A quel tempo, i dolmen erano spesso associati a leggende locali o usi agricoli secondari, ma il loro valore archeologico fu gradualmente riconosciuto. Oggi, questo sito offre una panoramica delle tradizioni funerarie neolitiche nel bacino di Parigi.
Saint-Avit-les-Guespières, con 342 abitanti nel 2023, conserva questo patrimonio in un ambiente prevalentemente agricolo (89,2% seminativi o prati nel 2018). Il dolmen, sebbene discretamente integrato nel paesaggio, rimane un forte marcatore di identità per il comune, accanto ad altri elementi storici come la chiesa di Saint-Avit (XVI secolo) o il castello di Rabestan (citato nel 1130).
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