Logo Musée du Patrimoine

Tutto il patrimonio francese classificato per regioni, dipartimenti e città

Dolmen de Saillant à Saint-Nectaire dans le Puy-de-Dôme

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Dolmens

Dolmen de Saillant à Saint-Nectaire

    D622 Barbavoux
    63710 Saint-Nectaire
Proprietà privata
Dolmen de Saillant à Saint-Nectaire
Dolmen de Saillant à Saint-Nectaire
Dolmen de Saillant à Saint-Nectaire
Dolmen de Saillant à Saint-Nectaire
Dolmen de Saillant à Saint-Nectaire
Dolmen de Saillant à Saint-Nectaire
Dolmen de Saillant à Saint-Nectaire
Dolmen de Saillant à Saint-Nectaire
Crédit photo : Père Igor - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
2300 av. J.-C.
2200 av. J.-C.
1400 av. J.-C.
1800
1900
1300 av. J.-C.
2000
2500-2000 av. J.-C.
Costruzione di dolmen
2000-800 av. J.-C.
Riutilizzo all'età del bronzo
1862
Classificazione monumento storico
1876
La ricerca del dottor Pommerol
1983
Pubblicazione dell'inventario CNRS
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen de Saillant: elenco del 1862

Dati chiave

François Pommerol - Medico e archeologo Scavato e descritto il dolmen nel 1876.
Sylvie Amblard - Archeoantropologo (CNRS) Autore dell'inventario dei megaliti Puy-de-Dôme (1983).
Roland (ou Samson) - Figura leggendaria Associato a dolmen per tradizione orale locale.

Origine e storia

Il Dolmen de Salillant, noto anche come Palet de Roland o Cave aux Fées, è un edificio megalitico eretto nel neolitico finale (Chalcolitico, c. 2500-2000 a.C.). Composto da cinque orthostat basalti – roccia vulcanica locale – e un tavolo di copertura ottagonale, illustra l'architettura funeraria collettiva di questo periodo.

Il suo orientamento occidentale e la sua sala pavimentata di lastre suggeriscono un uso rituale legato al culto degli antenati, tipico delle società agro-pastorali protostoriche. All'età del bronzo (2000-800 a.C.), il sito è stato riutilizzato, come dimostrano i cappotti di ceramica e gli assi lucidati scoperti nelle vicinanze.

Questa riappropriazione riflette i cambiamenti culturali dell'epoca, segnati dall'emergere di metallurgia e nuove pratiche funebri. Il dolmen è poi parte di una rete di monumenti megalitici sparsi in Auvergne, riflettendo un'occupazione umana densa e organizzata. La prima descrizione scientifica di dolmen fu data al Dr. François Pomprol nel 1876, medico dilettante e archeologo.

I suoi scavi hanno rivelato ossa (un adulto e un bambino) così come mobili litici e ceramici, confermando la vocazione sepolcrale del luogo. Pommerol ha anche notato la presenza di un tumulo di 7 metri di diametro, parzialmente conservato, e un possibile sesto orthostat, ora estinta. Ranked un monumento storico nel 1862, i dolmen di Saillant gode di una protezione precoce, riflettendo l'interesse emergente nel patrimonio megalitico sotto il Secondo Impero.

Questo riconoscimento fa parte del movimento romantico del XIX secolo, che idealizza i resti preistorici come simboli di una profonda identità nazionale. Il sito è oggi un luogo popolare da visitare, integrato con i circuiti turistici del Parco Naturale Regionale Volcanoes d'Auvergne. Nonostante il suo stato parzialmente alterato (erosione, vegetazione), il dolmen rimane un notevole esempio di architettura megalitica auvergnate.

Recenti studi, come quelli di Sylvie Amblard (CNRS, 1983), hanno chiarito la sua datazione e il contesto regionale. Il sito è anche soggetto a misure di conservazione per limitare il degrado naturale, preservandone l'autenticità. La leggenda locale combina i dolmen con il Palet de Roland, evocando il mitico cavaliere o Samson, evidenziando il suo ancoraggio nella fantasia popolare.

Questa dimensione popolare, unita al suo valore archeologico, lo rende un duplice monumento del patrimonio: scientifico e culturale. Visite guidate spesso evidenziano queste storie, rafforzando l'attrattiva del sito al pubblico generale. Nel 2023, il Dolmen de Salillant fu uno dei siti megalitici emblematici di Puy-de-Dôme, accanto ai dolmens de la Pierre de la Fade o Besse-et-Saint-Anastaise.

La sua inclusione nei database del patrimonio (Merimée, Wikimedia Commons) e nelle pubblicazioni specializzate assicura la sua sostenibilità come oggetto di studio e valutazione. I progetti di mediazione culturale, come i laboratori didattici, mirano a sensibilizzare le giovani generazioni di questo fragile patrimonio. Il basalto utilizzato per la sua costruzione, tipico dei paesaggi vulcanici auvergnats, richiama l'adattamento dei costruttori neolitici alle risorse locali.

Questa pietra, resistente ma difficile da tagliare, testimonia il know-how tecnico avanzato per il tempo. I confronti con altri dolmen regionali, come La Geneste (Cantal), rivelano somiglianze architettoniche che suggeriscono scambi tra le comunità preistoriche. Infine, i dolmen di Saillant incarnano la memoria dei primi agricoltori-sedentari di Auvergne.

Il suo studio aiuta a comprendere le transizioni culturali tra il Neolitico e il Metal Age, i periodi cardine della storia europea. Come residuo tangibile di queste società mancanti, svolge un ruolo chiave nella trasmissione del patrimonio immateriale legato ai riti funebri e alle credenze ancestrali.

Collegamenti esterni