Inizio degli scavi archeologici 2010 (≈ 2010)
Campagne di ricerca sul sito.
16 avril 2020
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 16 avril 2020 (≈ 2020)
Protezione ufficiale di entrambi i mot.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
In totale, i pacchi su cui sono stati originariamente sollevati due mozzi di castrale di Cabanac-et-Villagrains, così come il loro sottosuolo, vale a dire i pacchi Nos.566, 570, 1271 e 1902, elencati nella sezione A del catasto, come mostrato nel piano allegato al decreto: iscrizione per ordine del 16 aprile 2020
Origine e storia
Le castrali di Cabanac-et-Villagrains, chiamate anche Las Casterasses o Les Pujeaux, formano una serie di due strutture fortificate situate a 100 metri l'una dall'altra, a nord del villaggio di Cabanac. Il nome Casterasses evoca la castra latina (plurale castrum), un termine medievale che designa siti difensivi del primo periodo feudale. Questi tumuli, ora parzialmente boscosi, illustrano le prime architetture militari del Medioevo, con anelli e tipici ascensori di terra.
La prima motte, alta 10 metri con un diametro di 13 metri in cima e 30 metri alla base, è allineata con un ampio fosso di 12 a 15 metri. È associato a un recinto quasi quadrato di 30 metri di lato, circondato da un secondo fossato e un rialzo interno di terra, suggerendo una dungeon con una motte e il suo cortile basso. La seconda motte, più bassa (4 metri) ma più ampia (20 metri di diametro sull'altopiano), sembra svolgere un ruolo difensivo avanzato, anche se questa disposizione rimane atipica per le motte classiche castrali. Una terza falena, ora estinta, si trova a 800 metri a valle sul sito Gassies; il suo legame con Casterasses (comune sistema difensivo o indipendenza) rimane ipotetico.
Il sito è stato oggetto di scavi archeologici dal 2010, rivelando gradualmente la sua storia e organizzazione. Questi resti, elencati come monumenti storici il 16 aprile 2020, appartengono al comune di Cabanac-et-Villagrains. La loro conservazione ci permette di studiare dinamiche feudali locali e tecniche di fortificazione primitiva in Aquitania. I pacchi protetti (#566, 570, 1271, 1902) includono motte e loro scantinati, evidenziando l'importanza archeologica del sito.