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Battistero di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume dans le Var

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Baptistère

Battistero di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume

    Place de L'Hôtel de ville
    83470 Saint-Maximin-la-Sainte-Baume
Proprietà del comune

Timeline

Époque contemporaine
2000
23 octobre 1995
Protezione dei resti
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Battistero, una parte della presunta chiesa e dei suoi annessi, così come i resti ancora sepolti adiacente alla basilica a sud e che si estende a trame private AN 129, 131, 133 a 135 e ad ovest alla Place de l'Hôtel-de-Ville (cad. non cadastré, pubblico dominio): iscrizione per ordine del 23 ottobre 1995

Dati chiave

Information non disponible - Nessun personaggio citato nelle fonti I dati non menzionano sponsor o dati storici correlati.

Origine e storia

Il Battistero di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, risalente all'inizio del VI secolo, fa parte della continuità di una prima chiesa, che è stata rinnovata nei secoli XI e XII. Questo monumento paleo-cristiano, raro in Provenza-Alpi-Costa Azzurra, illustra la transizione tra la tarda antichità e il Medioevo, con un'architettura dedicata al rito del battesimo. La sua costruzione precede secoli la costruzione dell'attuale basilica, costruita nel XIII secolo in prossimità immediata.

Gli scavi archeologici rivelarono resti sepolti a sud della basilica, estendendosi a trame private e alla piazza del Municipio. Queste scoperte includono allegati della chiesa primitiva, protetti dal decreto ministeriale nel 1995. Il sito, una proprietà comunitaria, conserva così tracce materiali delle prime comunità cristiane della regione, anche se la sua esatta posizione è considerata "passabile" (nota 5/10) da fonti disponibili.

Il Battistero, classificato come monumento storico, incarna un patrimonio religioso sconosciuto ma essenziale per comprendere l'impianto del cristianesimo in Provenza. Il suo stato di conservazione parziale e la sua integrazione nel tessuto urbano moderno sottolineano le sfide della sua conservazione. I dati attuali non menzionano gli sponsor originali o gli usi liturgici precisi, lasciando qualche mistero sulla sua storia quotidiana.

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