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Abbazia di Salmodia à Saint-Laurent-d'Aigouze dans le Gard

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Abbaye
Eglise romane

Abbazia di Salmodia

    Psalmody
    30220 Saint-Laurent-d'Aigouze
Proprietà privata
Abbaye de Psalmodie
Abbaye de Psalmodie
Crédit photo : Unknown early 1900s - Sous licence Creative Commons

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
800
900
1000
1100
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
791 (fausse charte)
Conferma dei beni
816
Protezione imperiale
908
Volo da monaci
1004
Ricostruzione
1248
Vendita del porto
1537
Secolarizzazione
1703
Fuoco
1789
Beni nazionali
1984
Classificazione MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Vestiges (causa C 48, 50, 233): Ordine del 13 novembre 1984; Vestiges (causa C 232): entrata per ordine del 13 novembre 1984

Dati chiave

Charlemagne - Imperatore carolingio Carta (falsa) del 791 che conferma i beni
Louis le Débonnaire - Imperatore carolingio Protezione concessa in 816
Charles le Chauve - Imperatore carolingio Privilegi concessi in 851
Noël Loys - Nîmes jurist Ricostituisce il cartular nel XVIII secolo
Louis IX - Re di Francia Compratore del porto nel 1248
Catinat - Camiard chef Testa di fuoco nel 1703

Origine e storia

L'abbazia di Saint-Pierre de Psalmodia, fondata probabilmente nel VII secolo dai monaci dell'Abbazia di Saint-Victor di Marsiglia, impiantata su un'eminenza che domina le paludi del delta del Rodano. La sua posizione strategica favorisce lo sfruttamento della pesca e del sale, alla base del suo sviluppo economico. I primi charter, anche se parzialmente falsificati, suggeriscono un'antica fondazione e una rapida crescita grazie a doni e privilegi imperiali.

Nel Medioevo, l'abbazia godeva della protezione degli imperatori carolingi: Carlo Magno (Charter del 791, anche se falso), Luigi le Debonnaire (816), e Charles le Chauve (851) rafforzarono il suo prestigio. Nel 908, le incursioni saracene hanno costretto i monaci a fuggire, ma l'abbazia è stata ricostruita fin dal 1004, estendendo la sua influenza grazie al commercio di sale attraverso i suoi porti fluviali, come Notre-Dame-des-Ports. Il suo picco nel XII secolo coincide con un'autonomia riconquistata dopo un periodo di dipendenza da Saint-Victor (1052-1096).

Il declino iniziò nel XV secolo, accelerato dalla secolarizzazione nel 1537, quando i monaci si rifugiarono al Collège Notre-Dame de la Salvat. Le rovine attuali derivarono da un incendio nel 1703 durante la guerra di Camisard, seguita dalla vendita di merci come merci nazionali durante la rivoluzione. Oggi, i resti classificati nel 1984 testimoniano il suo glorioso passato, segnato da un'economia salicier e da un'influenza religiosa che si irradia sul sud della Francia.

Gli scavi e la cartular ricostruita nel XVIII secolo da Noël Loys, giurista di Nîmes, rivelano una storia complessa, dove la falsa storia e la realtà si mescolano. La vendita del porto di Notre-Dame-des-Ports a Luigi IX nel 1248, per la costruzione di Aigues-Mortes, illustra il suo ruolo geopolitico. L'abbazia, simbolo del potere spirituale ed economico, incarna anche gli sconvolgimenti medievali, dalle invasioni saracene ai conflitti religiosi dei tempi moderni.

Collegamenti esterni