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Abbazia di Val-Chrétien à Bruyères-sur-Fère dans l'Aisne

Aisne

Abbazia di Val-Chrétien

    1 Val Chrétien
    02130 Bruyères-sur-Fère
Abbaye du Val-Chrétien
Abbaye du Val-Chrétien
Abbaye du Val-Chrétien
Abbaye du Val-Chrétien
Abbaye du Val-Chrétien
Abbaye du Val-Chrétien
Abbaye du Val-Chrétien
Abbaye du Val-Chrétien
Crédit photo : Pascal3012 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1700
1800
1900
2000
1134
Fondazione dell'Abbazia
1142
Regalo di Thibaud IV di Champagne
1145
Trasferimento di suore
1790
Chiusura rivoluzionaria
5 juin 1928
Primo ingresso MH
30 août 2022
Registrazione complementare
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Resti della vecchia chiesa: iscrizione per decreto del 5 giugno 1928; I seguenti elementi dell'antica abbazia premontata della Val Chrétien: ali ovest del chiostro, facciate e tetti, vecchi fienili e porta del 1728, antico fienile medievale, pareti sulla rue de Val Chrétien, abbazia casa, facciate e tetti e la sua scala centrale, vecchio cancello (porta pedonale e pedonale accanto ad esso), piani archeologici della trama Astrescription 3029, mostrato in a pappea

Dati chiave

Raoul de Cramaille - Fondatore Da' il suo feudo di Reincourt nel 1134.
Gilla (ou Gilsa) - Co-fondatore Moglie di Raoul de Cramaille.
Pierre (moine) - Ricostruttore di guerra Rimane da solo dopo il fuoco inglese.
Symphorien Bullioud - Abbé commendataire (1530–1533) Primo abate, vescovo di Soissons.
François Tallemant - Abbé commendataire (XVIIe s.) Cappellano di Luigi XIV per 24 anni.
Dominique de Bellon - Abbé commendataire (1753–182) Chanoine de Chartres prima della rivoluzione.

Origine e storia

Val-Chrétien Abbey, o Vallis Christiana, è un'abbazia canonica dell'ordine di Premontré fondata nel 1134 da Raoul de Cramaille e da sua moglie Gilla. Situato a Bruyères-sur-Fère (Aisne), sulle rive di Ourcq, è confermato da Josselin de Vierzy, vescovo di Soissons, e papa Eugenio III. I primi religiosi vennero dall'Abbazia di Saint Martin a Laon. Thibaud IV di Champagne gli concesse la terra vicino a Dormans nel 1142, e una comunità femminile si stabilì lì prima di essere trasferito nel 1145 per fondare l'Abbazia di Sainte-Croix di Dormans.

Durante la guerra dei cent'anni, l'abbazia fu bruciata dagli inglesi e i suoi monaci furono portati in cattività. Solo un religioso, Pietro, rimane lì e inizia la sua ricostruzione dopo la guerra. Divenne abate e comprò i prigionieri. L'abbazia fiorì fino alla Rivoluzione: nel 1790 l'Assemblea costituente abolì i voti monastici, e Val-Chrétien fu venduta come bene nazionale nel 1791. Trasformata in una fattoria, conserva notevoli resti, come le rovine della sua chiesa del XII secolo, inscritta nei monumenti storici nel 1928, e il suo chiostro parzialmente conservato.

L'abbazia ha un importante patrimonio terreno, con proprietà in Arcy-Sainte-Restitute, Brassles, o Le Plessier-Huleu. Tra le sue reliquie troviamo il teschio di San Ghislain e l'omero di San Gilles. La sua architettura, tra cui le capitali scolpite della chiesa, ricorda quella di Oulchy-le-Château, con fantastici modelli di fogliame. Dopo ulteriori iscrizioni nel 2022 (ali del chiostro, casa abbaziale, porteria del XVIII secolo), il sito testimonia ancora il suo passato religioso e medievale.

L'abbazia fu guidata da abate regolari e poi da comunidati del 1516, tra cui Symphorien Bullioud (Bishop of Soissons), François Tallemant (Chaplain of Louis XIV), o Dominique de Bellon (Chanoine de Chartres). Queste figure segnarono la sua storia fino alla sua chiusura nel 1790, quando i monaci presero il giuramento della costituzione civile del clero. Le descrizioni di Padre Sincher (1859) evidenziano la bellezza delle rovine, nonostante il loro stato di degrado dopo secoli di trasformazione.

Classificata come monumento storico per i suoi resti medievali, l'abbazia illustra il patrimonio del Premostrato in Picardia. Il suo portale settecentesco, i fienili e la casa abbaziale completano una combinazione di architettura religiosa e riutilizzo agricolo. Recenti scavi e protezioni (2022) mirano a preservare questo patrimonio, aprendo una finestra sulla vita monastica e i sconvolgimenti rivoluzionari che sigillavano il suo destino.

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