Logo Musée du Patrimoine

Tutto il patrimonio francese classificato per regioni, dipartimenti e città

Abbazia di Chehéry à Chatel-Chéhéry dans les Ardennes

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Abbaye

Abbazia di Chehéry

    Abbaye de Chéhéry
    08250 Chatel-Chéhéry
Proprietà privata
Abbaye de Chéhéry
Abbaye de Chéhéry
Abbaye de Chéhéry
Abbaye de Chéhéry
Abbaye de Chéhéry
Abbaye de Chéhéry
Crédit photo : NEUVENS Francis - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1147
Fondazione dell'Abbazia
XIVe siècle
Inizio della metallurgia
1750
Ricostruzione dell'Abbazia
1789
Vendita come un bene nazionale
1836
Sviluppo della sala Grisi
2025
Elenco completo Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Tutti gli edifici in elevazione, come i resti archeologici, tra cui la cantina, la parete recinzione, mostrata su appezzamenti 28, 30, 31, 35, 40, 78, 112 e 121 sezione AB del catasto, in conformità al piano allegato al decreto: iscrizione per ordine del 15 maggio 2025

Dati chiave

Samson de Mauvoisin - Arcivescovo di Reims Fondata l'abbazia nel 1147.
Bernard de Clairvaux - Abate cistercense Riceve la terra di Chehéry.
Roland - Frate beatificato Attratto pellegrini dalla sua devozione.
François-Marie Le Maistre de La Garlaye - Abbé commendatario La ricostruzione fu completata nel 1750.
François Gérard de Melcy - Visconte e compratore Trasformare l'abbazia in una residenza nel 1789.
Giulia Grisi - Cantante italiano Moglie di Achilles de Melcy, salone dedicato.
Achille Auguste César de Melcy - Forges master Modernizzato le forge e organizzato il salone Grisi.

Origine e storia

L'Abbazia di Chehéry, fondata nel 1147 da Samson de Mauvoisin, Arcivescovo di Reims, fu affidata ad Abbé Gontier de Lachalade con il sostegno finanziario dei signori locali. Fin dall'inizio, attrasse pellegrini grazie alla beatificazione del monaco Rolando, la cui devozione persisteva dopo la sua morte. I secoli XII e XIII videro l'espansione della tenuta monastica, con sgomberi, fattorie affittate ai contadini, e lo sviluppo di attività artigianali come le vetrerie e le forgiature sfruttando il minerale locale.

Nel XVIII secolo, dopo secoli di conflitto (la guerra dei cent'anni, le guerre di religione, la guerra dei trent'anni) dopo aver indebolito l'abbazia, una ricostruzione completa fu intrapresa nel 1750 sotto la direzione dell'architetto Nicolas Joseph, finanziato da François-Marie Le Maistre de La Garlaye, Abbé Commandataire. Questo rinnovamento architettonico riflette il culmine economico dell'abbazia, tratto dai redditi dei forgi e degli affitti, prima della sua vendita come bene nazionale dopo la Rivoluzione.

Nel 1789 l'abbazia fu acquisita da François Gérard de Melcy, che distrusse alcuni edifici per farne una residenza borghese. Suo figlio, Achille Auguste César de Melcy, creò un salone neorinascimentale per sua moglie Giulia Grisi, nel 1836, prima che le difficoltà finanziarie e i conflitti familiari portassero al suo declino. Le forge, modernizzate con tecniche inglesi come il puddlage, perirono intorno al 1850 con l'abbandono del carbone.

Nel XX secolo, l'abbazia cambiò le mani più volte, soprattutto tra le famiglie Melcy e Longuet-La Marche. Nel 1990 fu parzialmente classificato come monumento storico, poi completamente protetto nel 2025. Dal 2019 è in corso un restauro, realizzato da Charles du Jeu e Guillaume Ull, con un progetto di centro culturale e produzione agricola, sostenuto dal Heritage Lotto nel 2020.

Oggi, solo parte del chiostro del XVIII secolo, trasformato in residenza, così come i comuni e i resti dei forgi rimangono. Il set illustra sia il patrimonio cistercense, le trasformazioni postrivoluzionarie e le sfide contemporanee di preservare il patrimonio industriale e religioso.

Collegamenti esterni