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Abbazia di Notre-Dame e Saint-Paul de Bellevaux à Limanton dans la Nièvre

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Abbaye
Nièvre

Abbazia di Notre-Dame e Saint-Paul de Bellevaux

    256 Belvaut
    58290 Limanton
Proprietà privata
Abbaye Notre-Dame et Saint-Paul de Bellevaux
Abbaye Notre-Dame et Saint-Paul de Bellevaux
Abbaye Notre-Dame et Saint-Paul de Bellevaux
Crédit photo : Vertpays - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
fin XIIe siècle (vers 1152–1188)
Fondazione Uncertain
1193
Prima donazione
XIIIe siècle
Costruzione della chiesa
1565
Huguenot devastazione
1615
Ricostruzione di Conventuali
1790
Sequestrata come un bene nazionale
14 novembre 1997
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Ex abbazia tra cui: gli edifici del convento, la cappella, il portico (cad. A 220): per ordine del 14 novembre 1997

Dati chiave

Guillaume III de Nevers - Conte di Nevers Il fondatore presunto nel 1152.
Rocelin de Marmagne et Damerone - Signori di Marmagne Fondatori alternativi nel 1188.
Hugues II de Blain - Signore di Château-Chinon Donatore nel 1193 dopo una crociata.
Michel-Celse-Roger de Bussy-Rabutin - Abbé (1693–1736) Contribuisce al suo restauro.
Gilbert Desmazières - Ultimo Priore (fino al 1790) Resisti al sequestro rivoluzionario.
Edmond Martène - Monaco benedettino Descrive l'Abbazia nel 1708.

Origine e storia

L'Abbazia di Notre Dame e Saint-Paul de Bellevaux, situata a Limanton, Nièvre, è una fondazione predemonstrata la cui origine esatta rimane incerta. Venne stabilita tra il 1152 e il 1188, sia da Guillaume III, conte di Nevers, sia da Rocelin de Marmagne che da sua moglie Damerone. Unico stabilimento di ordine in Nivernais, prospera grazie ad un vasto temporale e diventa la necropoli di Bazois. La sua chiesa, eretta nel XIII secolo, e i suoi edifici conventi, ricostruiti nel XVII secolo, testimoniano la sua importanza regionale.

Nel Medioevo, l'abbazia ebbe il sostegno della nobiltà locale, come nel 1240, quando il conte Guy IV di Forez e sua moglie Mahaut de Courtenay posero la sua proprietà sotto la loro protezione. Le decime offerte nel 1193 da Hugues II de Blain, signore di Château-Chinon, rafforzano la sua influenza. Nonostante la distruzione parziale (fuochi, guerre di religione), sopravvisse fino alla Rivoluzione, dove fu sequestrata come un bene nazionale nel 1790. I suoi ultimi tre religiosi, tra cui il priore Gilbert Desmazières, lasciarono le tensioni con le autorità rivoluzionarie.

L'architettura di Bellevaux combina una chiesa dell'abbazia del XIII secolo, ora in rovina ma conservando elementi gotici (cancello trilobato, colline), e edifici conventi del XVII secolo, organizzati intorno a un chiostro con archi dorici. Il cancello rinascimentale dell'edificio meridionale, decorato con lo stemma dell'abbazia, e i resti del refettorio, biblioteca e celle monache ne illustrano l'evoluzione. Classificato come monumento storico nel 1997, l'abbazia, ora proprietà privata, non visita.

Il tempo di Bellevaux abbracciava decine di località, da Limanton a Moulins-Engilbert, tra cui decime, terre e cure (come Frasnay-le-Ravier). I suoi archivi, conservati presso l'Archivio dipartimentales de la Nièvre, rivelano una gestione rigorosa, con tane datate dal 1537 al 1615. L'abolizione dell'abbazia nel 1768, decise per il suo piccolo numero (tre religiosi), fallì però senza spiegazioni. Durante la Rivoluzione, le sue campane furono fuse e i suoi edifici si trasformarono in una fattoria.

Tra gli abate tra cui Michel-Celse-Roger de Bussy-Rabutin (1693–36), che contribuì al suo restauro, o Jean-Baptiste de Chaf fois, l'ultimo abate prima del 1790. Tra i religiosi, Pierre Minot (XVI secolo) o Gilbert Desmazières (priorato fino al 1790) incarnano la sua storia turbolenta. Le braccia dell'abbazia (d.

Oggi, l'Abbazia di Bellevaux, sebbene protetta, rimane sconosciuta al pubblico. Il suo sito, incentrato sulla valle del Veynon, conserva tracce del suo passato monastico, tra rovine medievali e strutture classiche. Studi storici, come quelli di Norbert Backmund o Edmond Martène, hanno fatto luce sui suoi misteri, ma le zone d'ombra persistono, in particolare sulla sua fondazione e sui suoi legami con altre abbazie pre-demostrate della Borgogna.

Collegamenti esterni