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Cap Blanc rifugio a Laussel à Marquay en Dordogne

Dordogne

Cap Blanc rifugio a Laussel

    2013 Route des Eyzies
    24620 Marquay
Abri du Cap-Blanc à Laussel
Abri du Cap-Blanc à Laussel
Abri du Cap-Blanc à Laussel
Abri du Cap-Blanc à Laussel
Abri du Cap-Blanc à Laussel
Abri du Cap-Blanc à Laussel
Abri du Cap-Blanc à Laussel
Abri du Cap-Blanc à Laussel
Abri du Cap-Blanc à Laussel
Abri du Cap-Blanc à Laussel
Abri du Cap-Blanc à Laussel

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
0
100
1900
2000
15 000 ans AP (Magdalénien)
Creazione del fregio scolpito
1908
Alla scoperta del sito
1910
Monumento storico
1911
Scoperta dello scheletro femminile
1979
Registrazione UNESCO
2006
Acquisizione da parte dello Stato
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Sculture preistoriche che decorano le pareti delle rocce di Cap-Blanc: classificazione per decreto del 28 novembre 1910 - La trama di terra di 40 metri per 10 metri, a seconda della trama E 644, lungo la scogliera, al luogo chiamato Cap Blanc e che circonda il rifugio preistorico: classificazione per ordine del 13 ottobre 1926

Dati chiave

Raymond Peyrille - Scoperta del sito Ricerca iniziale nel 1908-1909.
Jean-Gaston Lalanne - Direttore archeologo Superato i primi studi di sculture.
Henri Breuil - Preistoria Co-autore della descrizione nel 1911.
Denis Peyrony - Archeologo Liberato lo scheletro nel 1911.
Louis Capitan - Antropologo Ha studiato lo scheletro femminile.

Origine e storia

Il rifugio Cap Blanc, situato nel comune di Marquay a Dordogne (Nouvelle-Aquitaine), è un rifugio roccioso decorato con sculture animali risalenti al Magdaleniano (upper Paleolitico, ~ 15.000 anni AP). Scoperto nel 1908 da Raymond Peyrille sotto la direzione di Jean-Gaston Lalanne, ospita un fregio lungo 13 metri che rappresenta principalmente cavalli in alto rilievo, oltre a bisonte e un mazzolino. Le figure, probabilmente potenziate da ocra rossa all'inizio, sono state eseguite utilizzando picchi flint. Questo sito illustra la rara associazione tra arte parietale e occupazione umana, dimostrando che gli uomini preistorici hanno anche decorato i loro luoghi di vita.

Durante gli scavi del 1909, Lalanne e Henri Breuil identificarono le sculture, mentre nel 1911 la costruzione di una parete protettiva rivelò lo scheletro quasi completo di una donna, soprannominato Magdalenian Girl. Venduto nel 1926 al Field Museum di Chicago (dove è ancora in mostra), questo scheletro – una copia di cui è stato visibile in loco dal 2001 – apparteneva a una donna di età compresa tra 25 e 35 anni. Il rifugio, classificato come monumento storico dal 1910, è stato acquisito dallo Stato nel 2006 ed è ora gestito dal Centro Monumenti Nazionale, che organizza visite guidate per preservare questo capolavoro di scultura preistorica.

Il sito fa parte di un ambiente ricco di resti paleolitici: nelle vicinanze si trovano il rifugio di Laussel (100 m a monte), la grotta di Commarque (500 m), e a pochi chilometri di distanza, i famosi siti degli Eyzies (Combarelles, Font de Gaume). Questa eccezionale concentrazione nella valle di Vézère ha guadagnato la sua denominazione Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nel 1979, insieme ad altre 14 grotte decorate. Gli scavi successivi, come quelli del 1992, hanno affinato la conoscenza delle occupazioni umane e la datazione delle opere, confermando l'importanza del Cap Blanc nell'arte parietale magdalena.

L'arte rocciosa del Cap Blanc si distingue per la sua tecnica di scultura profonda, unica per un rifugio abitato. A differenza di grotte profonde (come Lascaux), questo sito mostra che gli uomini Paleolitici hanno integrato l'arte nei loro spazi di vita quotidiani. Le tracce di ocra rossa e il vigore dei rilievi – alcuni cavalli fino a 2.15 m di lunghezza – rendono questa una testimonianza importante della creatività magdalena. Esistono pochi siti comparabili, come i Roc-aux-Sorciers (Vienna) o il rifugio Reverdit (Dordogne), tutti che combinano arte e habitat.

La protezione del sito si è evoluta con la sua classificazione nel 1910 (sculture) e nel 1926 (terra adiacente), seguita dalla sua acquisizione da parte dello Stato nel 2006. Oggi, un museo in loco presenta il modo di vivere degli uomini di Cro-Magnon, mentre visite guidate – limitate a preservare le opere – permettono di ammirare il fregio e la sua copia dello scheletro. Questo sito iconico illustra sia il genio artistico preistorico che le sfide di preservare i resti fragili.

Collegamenti esterni