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Abri Pendimoun, deposito preistorico dans les Alpes-Maritimes

Abri Pendimoun, deposito preistorico

    Route Sans Nom
    06500 Castellar
Proprietà del comune

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
XIXe siècle
Époque contemporaine
5700 av. J.-C.
100 av. J.-C.
1900
2000
5750–5700 av. J.-C.
Inizio dell'occupazione neolitica
Milieu du IVe millénaire av. J.-C.
Fine dell'occupazione
1955
Alla scoperta del sito
1980–1990
Ricerca Didier Binder
21 mai 2007
Protezione dei monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il rifugio (causa D 82): registrazione per ordine del 21 maggio 2007

Dati chiave

J.-P. Audras - Scoperta del sito Dottore-veterinario, ha iniziato i primi scavi nel 1955.
Louis Barral - Archeologo e antropologo Ricerca iniziale, studio di sepolture neolitiche.
Didier Binder - Preistorico, Direttore delle Scavi Le campagne dirette dal 1980 al 1990.

Origine e storia

Il rifugio Pendimoun è un importante sito preistorico situato a Castellar, nelle Alpi Marittime, nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Aperto a 690 metri sul livello del mare, si trova ai piedi del Rocher de l'Orméa, vicino al confine italiano. Questo deposito, scoperto nel 1955 dal Dr. J.-P. Audras, è stato scavato da quell'anno dal Museo di Antropologia Preistorica a Monaco. La ricerca, condotta più tardi dal preistorico Didier Binder tra gli anni 1980 e 1990, ha rivelato un'occupazione quasi continua dell'Epipaleolitico nel neolitico finale.

Il Pendimoun Shelter è uno dei più antichi siti neolitici della Francia, con una prima occupazione datata tra il 5750 e il 5700 a.C., associata alla coltivazione di ceramica cardiale. Questa cultura deve il suo nome alle decorazioni stampate su ceramica utilizzando gusci di Cardium, un mollusco marino. Il sito ha fornito resti eccezionali, tra cui cinque antiche sepolture neolitiche — tra le più antiche conosciute nel Mediterraneo occidentale — e ceramiche realizzate in loco con depositi di argilla locale. Le tecniche utilizzate per assemblare ceramiche, simili a quelle osservate in Sicilia e Calabria, testimoniano gli scambi culturali nel Mediterraneo.

Gli scavi hanno rivelato strutture di habitat (case, pit, scariche) e oggetti che illustrano la transizione all'agropastoralismo. Tra le scoperte notabili è lo scheletro di un uomo di 1,70 m, sepolto in una posizione piegata, studiato da Louis Barral negli anni '50. Il sito ha anche studiato le strategie di sostentamento delle popolazioni neolitiche attraverso analisi isotopiche dei resti ossei. Questa ricerca ha evidenziato il ruolo chiave del rifugio nella diffusione delle pratiche agropastorali nel Mediterraneo nord-occidentale.

Protetto dal 2007 come monumenti storici, il rifugio Pendimoun appartiene al comune di Castellar. Il suo studio è stato oggetto di numerose pubblicazioni, in particolare in Gallia Préhistoire e nei Bollettino della Società Preistorica francese. Il sito rimane un riferimento per la comprensione dell'antico neolitico in Europa, grazie alla ricchezza dei suoi resti e alla continuità della sua occupazione in diversi millenni.

Collegamenti esterni