Logo Musée du Patrimoine

Tutto il patrimonio francese classificato per regioni, dipartimenti e città

Acquedotto romano dal Gier a Chagnon dans la Loire

Patrimoine classé
Vestiges Gallo-romain
Aqueduc gallo-romain
Loire

Acquedotto romano dal Gier a Chagnon

    l'Aqueduc
    42800 Chagnon
Aqueduc romain du Gier à Chagnon
Aqueduc romain du Gier à Chagnon
Aqueduc romain du Gier à Chagnon
Aqueduc romain du Gier à Chagnon
Aqueduc romain du Gier à Chagnon
Aqueduc romain du Gier à Chagnon
Crédit photo : Otourly - Sous licence Creative Commons

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100
200
1800
1900
2000
IIᵉ siècle (vers 110–138 ap. J.-C.)
Costruzione di acquedotto
1887
Scoperta della Pietra di Chagnon
1908
Tesi di Germain de Montauzan
1962
Classificazione del sifone durèze
2018
Selezione al Heritage Lotto
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Parte sotterranea, chiamata Cave du Curé (cad. A 266, 351, 393, 394) : classificazione per decreto del 2 aprile 1962

Dati chiave

Hadrien - Imperatore romano Autore dell'editto di protezione
Trajan - Imperatore romano Regni durante la costruzione
Germain de Montauzan - Archeologo Autore della tesi
Paul de Gasparin - Ingegnere del XIX secolo Precisa mappatura dell'approvvigionamento idrico
Guillaume Marie Delorme - Antiquariato di Lione Prima ricerca nel XVIII secolo

Origine e storia

Il Gier Waterway, lungo 86 km, è uno dei quattro antichi acquedotti che servono Lugdunum (Lione). Costruito probabilmente durante i regni di Traiano o Adriano (inizio II secolo), disegna le sue acque dal fiume Gier, un affluente del Rodano. I suoi resti, tra cui ponti sifonici e archi, sono stati protetti dal 1875. La datazione precisa è stata discussa: scoperte come la Pietra di Chagnon (1887), portando un editto da Adriano, o casseforme di legno datate 110 AD suggeriscono una costruzione sotto Traiano, completata sotto Adriano.

L'acquedotto attraversa 21 comuni, utilizzando varie tecniche: trincee coperte, tunnel (tra cui uno di 825 m vicino a Mornant), ponti a canale e sifoni per attraversare le valli. A Chagnon, il sifone durèze è allineato con un canale di 11,5 km, incluso un tunnel accessibile chiamato Cave du Curé. Il percorso, studiato dal XVI secolo da studiosi come Guillaume Marie Delorme, fu mappato proprio nel XIX secolo da Paul de Gasparin. La tesi di Germain de Montauzan (1908) rimane un riferimento per la sua completezza.

Recenti scavi hanno rivelato dettagli tecnici, come il reticulatum (parly Diamond) unico in Francia, o l'uso di tubi di piombo in sifoni. I restauri, come quelli degli archi di Chaponost (2009–2010), hanno conservato sezioni minacciate. L'acquedotto, classificato come monumento storico per sezioni (1875 - 1986), illustra l'ingegneria romana e il suo adattamento al rilievo. La sua portata stimata di 15.000 m3/giorno lo ha reso un'infrastruttura vitale per l'antica Lione.

Due pilastri protettivi, il Pierre de Chagnon (1887) e il Pierre du Rieu (1996), attestano rigide norme: divieto di aratro o costruzione vicino a preservare il lavoro. Queste iscrizioni, simili a quelle dell'acquedotto di Venafro (Italia), assumono una legge agostiniana (11-9 a.C.). Nonostante il graduale smantellamento, l'acquedotto rimane una grande testimonianza del patrimonio idraulico romano, studiato e messo in evidenza fino ad oggi, come testimonia la sua inclusione nel Heritage Lotto (2018).

Collegamenti esterni