Raccolta dei dati entre -10 et 10 apr. J.-C. (≈ 100)
Analisi del carbone (Rigal)
fin Ier – début IIe siècle apr. J.-C.
Costruzione di bagni termali
Costruzione di bagni termali fin Ier – début IIe siècle apr. J.-C. (≈ 225)
Acque a Cahors
IVe – début Ve siècle
Fine del funzionamento
Fine del funzionamento IVe – début Ve siècle (≈ 504)
Abbandono graduale dell'approvvigionamento idrico
26 novembre 1953
Registrazione monumento storico
Registrazione monumento storico 26 novembre 1953 (≈ 1953)
Vestiges de Vers protégés
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Pontius Polemius - Prettore di Galli (supposizione respinta)
Dislocazione tramite un mattone
Didier Rigal - Specialista Archeologo
Studi di data e percorso
Origine e storia
L'acquedotto romano di Divona, situato principalmente nel comune di Vers en Occitanie, è stato costruito per fornire acqua potabile all'antica città di Divona Cadurcorum (ora Cahors). Il suo percorso di 33 km, partendo dalle fonti vicino al Murcens oppidum, seguì la valle del Vers e poi quella del Lot ai bagni romani di Cahors, di cui rimane l'Arco di Diane. La datazione dell'opera, anche se discussa, è associata a quella dei bagni termali, costruiti tra la fine dell'Ist e l'inizio del II secolo d.C., con indici di catture risalenti a -10-10 d.C. attraverso analisi di carboncino.
Un'antica tradizione attribuiva la sua costruzione ad un certo Polemius, a causa di un mattone dedicato scoperto nel XVII secolo. Tuttavia, la ricerca di Didier Rigal ha invalidato questa ipotesi, con noto Polemius che si verifica dopo il periodo di costruzione. L'acqua probabilmente lavorò fino al quarto o quinto secolo, in parallelo con l'uso delle terme. Il suo layout ha coperto 784 proprietà private, con una pendenza media dello 0,11% e una portata stimata di 11.000 m3 al giorno, illustrando un notevole controllo idraulico.
I resti di Vers, elencati come monumenti storici nel 1953, includono aree di cattura vicino alla fontana Polémie e una diga sul Vers. L'ipotesi di un legame tra lo spostamento della popolazione da Murcens a Divona dopo la conquista romana rafforza l'importanza strategica di questo acquedotto. Il suo abbandono coincide con il declino delle infrastrutture urbane alla fine dell'antichità, segnando il passaggio al Medioevo nella regione.
Studi archeologici, tra cui quelli di Didier Rigal e INRRAP, hanno chiarito il suo layout e le tecniche di costruzione. Recenti scavi, come quelli menzionati nel 2005 da La Dépêche, hanno rivelato nuovi resti, confermando il suo ruolo centrale nella pianificazione urbana romana a Quercy. L'acquedotto rimane una grande testimonianza dell'integrazione dei territori gallici nell'Impero, attraverso uno sviluppo idraulico sostenibile.