Apex del sito 1415–880 av. J.-C. (≈ 1148 av. J.-C.)
Occupazione principale e fase di sviluppo.
200–50 av. J.-C.
Distruzione del sito
Distruzione del sito 200–50 av. J.-C. (≈ 125 av. J.-C.)
Tracce di incendi legati alla conquista romana.
1964
Ricerca di Roger Grosjean
Ricerca di Roger Grosjean 1964 (≈ 1964)
Scopri 22 monoliti e 7 statue-menhirs.
28 février 1975
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 28 février 1975 (≈ 1975)
Protezione ufficiale degli allineamenti Rinaiu e I Stantare.
Fin du XIXe siècle
Prima menzione del sito
Prima menzione del sito Fin du XIXe siècle (≈ 1995)
Descrizione riassuntiva di Mérimée e Mortillet.
2002
Nuova campagna di ricerca
Nuova campagna di ricerca 2002 (≈ 2002)
Esplorazione della ricerca archeologica.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Allineamenti di statue-menhir di nome Rinaiu e I Stantare (cad. C 644): classificazione per decreto del 28 febbraio 1975
Dati chiave
Roger Grosjean - Archeologo
Scoperta di statue-menhirs nel 1964.
Prosper Mérimée - Scrittore e archeologo
Menzionò lo stantare nel 1840.
Adrien de Mortillet - Preistoria
Descritto l'allineamento di Rinaiou nel 1883.
Origine e storia
L'allineamento di I Stanari è un complesso megalitico situato sull'altopiano della Cauria, a Sartène, in Corsica del Sud. Composto da cinquantacinque monoliti, tra cui statue-menhirs, fu menzionato alla fine del XIX secolo, ma le prime descrizioni dettagliate risalgono al 1964, quando Roger Grosjean scoprì ventidue monoliti, tra cui sette statue-menhirs. Questi ultimi, come la Cauria II e la IV, presentano sculture filologiche, volti stilizzati, spade e dettagli anatomici, suggerendo un'origine bellica o rituale.
Il sito subì cinque fasi di occupazione, dal Medio Neolitico all'abbandono dopo la conquista romana. La fase principale, tra il 1415 e l'880 a.C., corrisponde al picco del sito, con allineamenti rettilinei, terrazze e mobili archeologici (ceramica, strumenti litici). Le statue, inizialmente dipinte in ocra rossa, furono restaurate dopo gli scavi. Una fase di distruzione, tra il 200 e il 50 a.C., ha preceduto il loro riutilizzo nelle recinzioni agricole.
Ranked un monumento storico nel 1975, il sito è costituito da tre linee di pietra, due di fronte a nord-sud e un terzo, ora sdraiata, allineata a nord-est/sud-ovest. Le statue-menhirs, come la Cauria VIII (preservata al Museo di Sartene), illustrano l'arte megalitica della Corsica, segnata da influenze sarde. La loro scoperta ci ha permesso di comprendere meglio le pratiche funebri e simboliche dell'età del bronzo nel Mediterraneo.
Gli scavi del 1964 e del 2002 hanno rivelato una varietà di strumenti (silex, ossidiana, argilla cotta) e tracce di incendi associati alla distruzione del sito. Il Prosper Mérimée e Adrien de Mortillet avevano precedentemente menzionato questi allineamenti, ma per non parlare delle sculture. Grosjean ha anche identificato un secchio ematite, indicando l'uso di pigmenti per decorare monolite.
Il sito, associato ai dolmen della vicina Fontanaccia, testimonia la continua occupazione e le trasformazioni architettoniche. Le statue di Menhir, con i loro attributi guerrieri (parole, tracolla), potrebbero rappresentare leader o divinità. Il loro stile, vicino alle figure sarde, evidenzia gli scambi culturali nel Mediterraneo occidentale durante l'età del bronzo.
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