Muoversi di fronte alla chiesa Sant'Appiano Années 1960 (≈ 1960)
Primo trasferimento a Vico.
XXe siècle (date non précisée)
Installazione al Col de Saint-Antoine
Installazione al Col de Saint-Antoine XXe siècle (date non précisée) (≈ 2007)
Posizione attuale all'ingresso del villaggio.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Figura antica di Appriciani (roccia scolpita a forma di testa umana): classifica per lista del 1840
Dati chiave
Prosper Mérimée - Scrittore e ispettore dei monumenti storici
Descritto la statua nel 1840.
Origine e storia
La Stantara d'Apricciani, nota anche come antica figura di Appriciani, è una statua-menhir dell'età del bronzo scoperta nel 1839 a Vico, in Corsica del Sud. Fu riesumata sepolta nella valle inferiore della Sagonne vicino a Sagone. Il Prosper Mérimée lo descrisse nel 1840 in Notes d'un voyage en Corse come una pietra piatta di 2.12 m di altezza, scolpita per evocare una testa umana con caratteristiche stilizzate: occhi, naso, bocca, barba a punto, e capelli divisi in due ciuffi. I seni e i muscoli pettorali sono disegnati, mentre la schiena mostra scapola approssimativamente figurativa. Mérimée lo chiamò "Idol dei Mori", riecheggiando una leggenda locale secondo la quale un'iscrizione enigmatica (Girami; e vedrete...) sarebbe stata incisa su una statua simile.
Classificato come monumento storico nel 1840, questa statua-menhir fu esposta per la prima volta davanti alla chiesa di Sant'Appiano negli anni '60, prima di essere spostata al passo di Saint-Antoine, all'ingresso di Vico. Le sue caratteristiche includono protuberanze alle orecchie, interpretate come un casco, e motivi geometrici "X" sul petto e sul dorso, evocando un'armatura o una colonna vertebrale. L'erosione ha offuscato alcuni dettagli, ma una luce rasante rivela ancora il naso in sollievo, occhi e bocca in vuoto. Appartiene al gruppo di statue corse-menhirs, contrassegnate da caratteristiche antropomorfe schematiche e un simbolismo probabilmente legato alle convinzioni o allo status sociale del tempo.
La scoperta di questa statua è di grande importanza storica: è stata la prima statua-menhir descritta in Europa, attirando l'attenzione degli studiosi del XIX secolo come Merimée. Il suo trasporto e la sua presentazione nel XX secolo riflettono il crescente interesse per il patrimonio megalitico della Corsica. I motivi incisi, come tazze erosi e rappresentazioni pettorali, suggeriscono una sofisticata artigianalità per l'età del bronzo, nonché una possibile funzione rituale o commemorativa. Oggi rimane una testimonianza eccezionale delle pratiche artistiche e culturali delle società preistoriche del Mediterraneo occidentale.
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