Costruzione dell'anfiteatro Fin Ier - Début IIe siècle apr. J.-C. (≈ 225)
Periodo stimato per mattone *Castori* (anni 20-30)
1828
I primi scavi archeologici
I primi scavi archeologici 1828 (≈ 1828)
Diretto da Charles Texier
1840
Monumento storico
Monumento storico 1840 (≈ 1840)
Prima protezione ufficiale
1959
Discarica dalla diga Malpasset
Discarica dalla diga Malpasset 1959 (≈ 1959)
Rovine esposte dopo la rottura
2007-2012
Ristrutturazione controversia moderna
Ristrutturazione controversia moderna 2007-2012 (≈ 2010)
Struttura in calcestruzzo aggiunto
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Amphitheatre: elenco entro il 1840
Dati chiave
Charles Texier - Architetto
Piombo primi scavi (1828)
Jules Formigé - Architetto capo
Opere nel 1932-1933
Francesco Flavigny - Architetto contemporaneo
Piombo ristrutturazione 2007-2012
Origine e storia
L'Anfiteatro di Fréjus, noto anche come Fréjus Arenas, è un monumento romano costruito nell'antica città del Forum Julii (oggi Fréjus) tra la fine del primo secolo e l'inizio del secondo secolo d.C... Le sue imponenti dimensioni (113 m di lunghezza, 85 m di larghezza) lo hanno reso un luogo capace di ospitare da 10.000 a 12.000 spettatori. Costruita in opus vitatum (piccolo apparato di arenaria verde) e sostenuta da una collina a nord, combinava tecniche architettoniche romane come volte a strisciare e pareti radianti per sostenere gli stand (cavea). Un mattone stampato Castoris, datato 20-30s, suggerisce una costruzione precoce, anche se la sua autenticità (possibile uso) lascia un dubbio circa la datazione esatta.
L'anfiteatro è stato progettato per una varietà di spettacoli: battaglie di gladiatori, venazione (hunter di animali selvatici importati dall'Africa), e possibilmente naumachia (lotte di navi), nonostante le piccole dimensioni dell'arena (68 m x 39 m). Un pozzo centrale crociforme è stato probabilmente utilizzato per installare macchine per la regolazione o l'allevamento di animali. La cantina potrebbe essere protetta da un velo (verniciato da alberi), mentre uno stand riservato ai notabili locali (edifici, sacerdoti) dominava lo spazio settentrionale. L'approvvigionamento idrico, tramite un acquedotto, ha permesso la pulizia degli stand e dell'arena, separati da una parete (podio).
Classificato come monumento storico nel 1840, l'edificio subì scavi nel 1828 (Charles Texier), seguito da controversi restauri, in particolare nel 1986-1987 e tra il 2007-2012. Quest'ultima campagna, guidata da Francesco Flavigny, ha coperto le rovine di una moderna struttura in cemento, volta a preservare i resti, permettendo la ricezione di spettacoli contemporanei (corrida, concerti). Il sito, che era semi-entrato fino al crollo della diga Malpasset nel 1959, fu completamente sgomberato dall'acqua, rivelando il suo stato attuale. I critici sottolineano il contrasto tra questo approccio e il restauro delle arene di Arles, dove le antiche strutture sono ancora ben conservate.
I materiali locali, come la pietra arenaria verde estratto dalla cava di La Baume (vicino a Bagnols-en-Forêt), dominano la costruzione, con l'eccezione degli stand e dei blocchi di facciata in arenaria marrone. La posizione fuori dalle mura della città probabilmente ha incontrato vincoli topografici, di sicurezza o di gestione urbana. Oggi di proprietà del comune, l'anfiteatro rimane un simbolo di Roma in Provenza, mescolando antico patrimonio e riappropriazione culturale moderna.
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