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Vecchia Abbazia à Belmont-sur-Rance dans l'Aveyron

Aveyron

Vecchia Abbazia

    2 Place du Christ
    12370 Belmont-sur-Rance
Proprietà del comune
Ancienne abbaye
Ancienne abbaye
Ancienne abbaye
Ancienne abbaye
Ancienne abbaye
Ancienne abbaye
Ancienne abbaye
Ancienne abbaye
Ancienne abbaye
Crédit photo : Fagairolles 34 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
900
1000
1100
1200
1500
1600
1700
1800
1900
2000
vers 942
Fondazione benedettina
1146
Riforma agostiniana
1515-1524
Ricostruzione totale
1845
Restauro importante
14 juin 1929
Classificazione MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa: Ordine del 14 giugno 1929

Dati chiave

Diaphronisse - Fondatore o donatore Moglie di Aton, Visconte di Albi, collegate al monastero intorno al 942.
Xavier Mouls - Restauratore architetto Dirige l'opera del 1845.

Origine e storia

L'antica abbazia di Belmont-sur-Rance, ora conosciuta come la collegiata chiesa di Notre-Dame-de-l'Assomption, ha le sue origini nel X secolo. Secondo le fonti, Diaphronisse, moglie di Aton Viscount di Albi, fondò o fondò un monastero benedettino intorno al 942. Questo monastero adottò nel 1146 la regola di Sant'Agostino, seguendo l'osservanza dei Canoni di San Ruf. L'attuale edificio, interamente ricostruito tra il 1515 e il 1524, segna una importante transizione architettonica, combinando elementi gotici fiammeggianti con una struttura adatta alle esigenze di un collegiato.

La ricostruzione del XVI secolo diede origine ad un edificio unico, dove la navata, ridotta a due campate, sembrava secondaria all'imponente campanile-porch in arenaria rossa. Quest'ultimo, di piano quadrato, è sormontato da una freccia ottagonale circondata da quattro campanelli collegati da fiocco. La sala canonica, situata sopra il portico, servita come luogo di incontro per il capitolo. La chiesa è circondata da undici cappelle, tre delle quali circondano l'abside, una rara disposizione. Diciotto finestre hanno reti di chiodi, fiamme e quattro foglie, tipiche del gotico fiammeggiante.

Nel 1929 la chiesa venne restaurata nel 1845, guidata dall'architetto Xavier Mouls. La sua storia riflette le evoluzioni religiose e architettoniche della regione, dal suo inizio benedettino al suo ruolo di collegiale sotto il vecchio regime. Il sito, di proprietà del comune, conserva tracce del suo passato abbaziale, anche se la sua funzione primaria è stata trasformata da successive ricostruzioni.

Il monastero originario, fondato nel X secolo, illustra l'influenza dei signori locali e delle riforme religiose medievali. L'adozione del dominio di Sant'Agostino nel XII secolo fa parte di un più ampio movimento di riforma delle comunità canoniche in Occitania. La ricostruzione del XVI secolo coincise con un periodo di prosperità regionale, segnato dallo sviluppo delle città e dal patrocinio delle élite locali, interessato alla modernizzazione degli edifici religiosi.

L'architettura della chiesa, con il suo massiccio campanile e le cappelle laterali, testimonia un desiderio di monumentalità, forse legato all'affermazione del potere del capitolo collegiale. I dettagli scolpiti, come il timpano che rappresenta l'Assunzione della Vergine, sottolineano l'importanza del culto mariano nella regione. La scelta di arenaria rossa, materiale locale, ha ancorato l'edificio nel suo territorio, offrendo al contempo una caratteristica policroma degli edifici del Rinascimento aveironiano.

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