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Ex filatura conosciuta come Red House à Saint-Jean-du-Gard dans le Gard

Ex filatura conosciuta come Red House

    15 Rue de l'Industrie
    30270 Saint-Jean-du-Gard
Proprietà di un istituto pubblico
Ancienne filature dite Maison Rouge
Ancienne filature dite Maison Rouge
Ancienne filature dite Maison Rouge
Ancienne filature dite Maison Rouge
Ancienne filature dite Maison Rouge
Ancienne filature dite Maison Rouge
Ancienne filature dite Maison Rouge
Crédit photo : Liliane DELATTRE - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1838
Costruzione di filatura
1856
Un culmine dell'attività agricola serica
1881
Espansione del sito
1965
Chiusura finale
2003
Classificazione monumento storico
2018
Apertura del museo
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

L'intero edificio, escluso il laboratorio costruito nel 1975 a sud, così come il parco con la torre eolica e la sala da tè (Box AB 948): iscrizione per ordine del 10 febbraio 2003

Dati chiave

Léon Molines - Fondatore Produttore di filatura nel 1838.
Louis Soubeyrand - Proprietario Acquisire la filatura nel 1839.
Frères Camel - Industriali di Lione Espandi la filatura dopo il 1880.
Daniel Travier - Collezionista 10.000 mostre nel museo.

Origine e storia

L'ex filatura della Maison Rouge, situata a Saint-Jean-du-Gard nel Gard, è una testimonianza importante dell'industria della seta a Cevennes nel XIX secolo. Costruito nel 1838 da Léon Molines, fu il primo frantoio industriale in Francia e l'ultimo a chiudere nel 1965. La sua architettura combina elementi industriali (carpenteria di legno, volte di culla, tetti di piastrelle) e spazi atipici come un parco con una turbina eolica e un salone di tè, riflettendo la sua importanza economica e sociale.

Nel 1856, su 4.450 abitanti, 1.090 donne lavorarono seta contro 150 uomini. Fu ampliato nel 1881 e modernizzato con motori a vapore, caldaie e attrezzature giapponesi nel 1957. La produzione alimentava i tessitori di Lione, mentre la cultura dei gelsi, alimentando i vermi di seta, strutturato l'agricoltura locale. Classificata come monumento storico nel 2003, ospita dal 2018 il Museo della Valle del Cevenole, presentando 10.000 oggetti sulla vita tradizionale.

Il mulino cambiò più volte da Léon Molines (1838) a Louis Soubeyrand (1839), poi ai fratelli Camel (dopo il 1880) e alla Société Immobilier et Industrielle de Produits Textiles (1922). Ha ricevuto medaglie alle mostre del 1844 e del 1855, evidenziando la sua innovazione. Disuso nel 1964, è stato trasformato in un laboratorio di mobili prima di diventare un museo gestito da Alès Agglomération, inaugurato nel 2017 durante le Giornate del Patrimonio.

L'attuale museo, ospitato nella ex sede industriale, mette in risalto il patrimonio di Cevenol attraverso collezioni di oggetti di uso quotidiano, utensili agricoli e artigianato. Il suo percorso museale contemporaneo dialoga con l'architettura conservata della filatura, incluse mostre temporanee su argomenti come il design o l'artigianato. Il sito conserva anche un archivio privato, testimoniando la sua storia tecnica e sociale.

Il complesso architettonico, compreso l'edificio principale, parco, parco eolico e sala da tè, è stato protetto dal 2003. La filatura illustra l'aumento e il declino dell'industria secolare in Francia, mentre simboleggia il ruolo centrale delle donne in questa attività. Oggi offre uno sguardo storico e vivo ai Cevennes, tra la memoria operaia e il dinamismo culturale.

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