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Anderitum Città antica di Javols à Javols en Lozère

Patrimoine classé
Vestiges Gallo-romain
Villa Gallo-Romaine
Lozère

Anderitum Città antica di Javols

    Village
    48130 Peyre en Aubrac
Proprietà del comune; di proprietà di una società privata
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Anderitum Cité antique de Javols
Crédit photo : Sanguinez - Sous licence Creative Commons

Timeline

Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
0
100
200
300
400
500
600
1800
1900
2000
Fin du Ier siècle av. J.-C.
Fondazione austriaca
IIe siècle apr. J.-C.
Cima urbana
Fin IIIe siècle apr. J.-C.
Declinazione avviata
Vers 530-540
Transfer a Mende
1828
La scoperta chiave
1954 et 1991
Protezioni MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

I resti archeologici della città di Gabalium (cad. 203-205, 212, 214-219, 221-223, 1033-1036, 1052, 1138, 1142, 1144, 1150, 1154-1156, 1159-1161): iscrizione per decreto del 15 marzo 1954 - Le trame contenenti resti dell'antica città di Javols (cad. A 1110, 1111, 1143): entrata per ordine del 25 luglio

Dati chiave

Auguste - Imperatore romano Fonda Anderitum circa 15 BC.
Jules César - Autore generale e romano Cita les Gabales come clienti degli Arvernes.
Postume - Imperatore di Galli (260-269) Menzionato su un miglio terminale trovato nell'arena.
Pierre Peyre - Archeologo (CNRS) Il "Domus Peyre" negli anni '70.
Alain Ferdière - Archeologo contemporaneo Scavi e studi condotti (1996-2004).

Origine e storia

Anderitum, fondata sotto Augusto intorno al 15 a.C., era la capitale amministrativa e politica della Civitas des Gabales, un popolo gallico menzionato da Giulio Cesare come cliente degli Arverni. La sua istituzione era volta ad indebolire l'influenza arrogante creando un polo rivale. La città, organizzata secondo un piano ortogonale, raggiunse il suo picco nel II secolo con monumenti pubblici (forum, terme, teatro-amphitheatre) e una popolazione stimata di diverse migliaia di abitanti. Il suo declino iniziò alla fine del secondo secolo, segnato da incendi e da una graduale riduzione della sua presa urbana.

La città era una strada strategica che attraversava, situata sulla pista che collegava Lione a Rodez e il Mediterraneo. Il suo sito, in una valle collinare, è stato costruito con banchi di granito per canalizzare il torrente triboulin inondazione. Gli scavi, iniziati nel XIX secolo dopo la scoperta di un Milestone nel 1828, rivelarono un centro monumentale iscritto nei Monumenti Storici nel 1954 e 1991. I resti includono domus, bagni termali e una vecchia rete parzialmente restaurata.

Anderitum perse il suo status di capitale a favore di Mende intorno al 530-540, quando quest'ultimo divenne sede episcopale. L'antica città fu gradualmente abbandonata, i suoi materiali riutilizzati come cave, e la sua posizione coperta dalla vegetazione. La ricerca archeologica moderna, combinando scavi e tecnologie immersive (realtà virtuale), ha parzialmente restaurato la sua organizzazione. Il Museo Javols e gli sviluppi paesaggistici oggi valorizzano questo sito eccezionale, testimonianza della romanizzazione su montagna media.

L'artigianato locale, focalizzato sulla metallurgia del rame, la lavorazione del legno e la produzione ceramica, riflette un'economia orientata alle esigenze immediate. Le importazioni di ceramiche (specialmente da La Graufesenque) e marmi esotici (Egitto, Grecia, Italia) attestano la sua integrazione nelle reti commerciali romane. Culti nazionali, illustrati da figurine di Venere o dee madri, coesistevano con pratiche religiose gauche, come testimonia la statua di Sylvain-Sucellus, il protettore degli artigiani.

Il declino di Anderitum è spiegato da una combinazione di fattori: trasferimento politico a Mende, mancanza di fortificazioni nel Basso Impero, e eventualmente cambiamento climatico avverso. A differenza di altre capitali effimere, non è mai stato travolto da bastioni, segno di un declino precoce e irreversibile. Le necropoli, situate in periferia, rivelano un'evoluzione delle pratiche funerarie, dall'incenerimento (High Empire) alla sepoltura (Bas-Empire e Alto Medioevo).

Collegamenti esterni