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Acquedotto du Gier a Lione à Lyon 5ème dans le Rhône

Patrimoine classé
Patrimoine hydraulique
Aqueduc gallo-romain

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100
200
1800
1900
2000
110 ap. J.-C.
Costruzione di Beaunant Siphon Bridge
1887
Scoperta della Pietra di Chagnon
1908
Tesi di Germain de Montauzan
1996
La scoperta della Pietra Rieu
2018
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Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Trajan - Imperatore romano (98-117 d.C.) Regolamentato durante la costruzione dell'acquedotto.
Hadrien - Imperatore romano (117-138 d.C.) Autore di un editto che protegge il lavoro.
Germain de Montauzan - Archeologo (XX secolo) Autore della tesi di riferimento (1908).
Paul de Gasparin - Ingegnere (19 ° secolo) Cartografia completa nel 1834.
Guillaume Marie Delorme - Precursor (18 ° secolo) Prima ricerca pubblicata nel 1760.
Didier Repellin - Architetto capo dei monumenti storici Supervisione restauro arco (2009-2010).

Origine e storia

Il Gier Waterway, lungo 85 km, è il più imponente dei quattro acquedotti romani che servono Lugdunum (Ancient Lyon). Alimentato dalle sorgenti Gier, tributario del Rodano, si distingue per il notevole stato di conservazione e il suo complesso layout, combinando trincee, gallerie, ponti e archi aerei. La sua costruzione, originariamente attribuita a Claude o Auguste, è stata specificata nel 2018 grazie alla dendrocronologia: le basi del ponte-sifone di Beaunant data dal 110 d.C., ponendo la sua realizzazione sotto Traiano, con una possibile finalizzazione sotto Adriano. Il lavoro dimostra un'eccezionale padronanza tecnica, con una pendenza media di 1.1 m/km e una portata stimata di 15.000 m3/giorno.

La protezione dell'acquedotto è stata regolata da pilastri incisi, come il Pierre de Chagnon (1887) e il Pierre du Rieu (1996), che proibivano l'abbattimento, la semina o la semina nelle vicinanze. Queste iscrizioni, datate dall'era Adriana, assumono una legge agostiniana del 11-9 a.C. Il percorso, studiato nel XVI secolo da studiosi come Pierre Sala o Guillaume du Choul, fu mappato proprio nel XIX secolo da Paul de Gasparin e Germain de Montauzan. Quest'ultimo, nella sua tesi del 1908, ha fornito la descrizione più esaustiva, evidenziando la sua perfezione tecnica e l'estensione oltre 86 km, tra cui 4 sifoni principali e 73 km di trincee coperte.

Tra i resti più spettacolari si trovano il Beaunant Siphon Bridge (classificato nel 1875), attraversando lo Yzeron con un'altezza di 140 m, e gli archi della Air Plat a Chaponost, ornati da una rara parete a croce. Il Soucieu Reservoir (classificato nel 1930) e le batterie Cresta (1986) completano le sezioni protette. Recenti restauri, come quelli degli archi di Chaponost (2009-2010), hanno conservato queste strutture utilizzando tecniche romane. L'acquedotto, selezionato per il Heritage Lotto nel 2018, rimane un simbolo dell'ingegneria antica e di un problema di conservazione.

Il suo percorso, dalle altezze di Saint-Chamond (Loire) a Fourvière, unisce il rilievo a diverse soluzioni tecniche: gallerie di 825 m (Mornant), ponti-canale (Jurieux, Granges), e visite spaziate secondo le raccomandazioni di Vitruve. Una particolarità intriga gli archeologi: il bypass ridondante della valle di Durèze da un sifone e una trincea di 11,5 km, forse a causa di malfunzionamenti iniziali. I materiali, come il reticolato o il segno, rivelano una rara influenza italiana in Gallia.

La storia della sua decommissione e riscoperta riflette l'evoluzione della conoscenza. Dal XVI secolo, commercianti antichi come Symphorien Champier o Claude de Bellièvre menzionarono la sua esistenza, ma era nel XVIII secolo, di fronte alla carenza di acqua, che l'Académie de Lyon riviveva il suo studio. Le opere di Delorme (1760) e Flacheron (1840) gettano le fondamenta della ricerca moderna, mentre gli scavi del XXI secolo (2018 a San Giuseppe) rivelano ancora sezioni sepolte. Oggi, sono stati collocati meno di 100 sguardi circa 1.000, lasciando una parte del mistero a questo monumento emblematico.

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