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Acquedotto romano dal monte Châtelet a Fontaines-sur-Marne en Haute-Marne

Patrimoine classé
Vestiges Gallo-romain
Aqueduc gallo-romain
Haute-Marne

Acquedotto romano dal monte Châtelet a Fontaines-sur-Marne

    Pourchien
    52170 Fontaines-sur-Marne
Crédit photo : Sminiou - Sous licence Creative Commons

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
300
400
500
1700
1800
1900
2000
Ier–IIIe siècles
Picco Gallo-romano
IIIe–IVe siècles
Distruzione parziale
1772–1774
Ricerche Grignon
26 décembre 1883
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Acquedotto romano sulla montagna di Châtelet (restri): classificazione per decreto del 26 dicembre 1883

Dati chiave

Pierre-Clément Grignon - Amatoriale archeologo e maestro forge Diretto i primi scavi (1772–74).
Abbé Gélin - Archeologo ottocentesco Studiò l'acqua e la necropoli.
Louis Lepage - Storia e archeologia Sintetizzato gli scavi del Settecento al Novecento.

Origine e storia

L'acquedotto romano del monte Châtelet fa parte del vasto sito archeologico del Châtelet de Gourzon, situato vicino a Fontaines-sur-Marne (Haute-Marne, Grand Est). Questo monumento, classificato nel 1883, non è un acquedotto classico ma un qanat, un sistema sotterraneo che cattura le acque delle acque sotterranee. Era essenziale alimentare l'agglomerato gallo-romano di Châtelet, una città secondaria delle Leuques che occupava 24 ettari.

Gli scavi del XIX secolo, in particolare quelli di Abbé Gélin, rivelarono un condotto sotterraneo caratterizzato da pozzi di servizio distanziati 6,21 metri. Questa struttura idraulica, ancora parzialmente visibile, fa parte di una rete più ampia che comprende strade romane e necropoli. Esso illustra l'adattamento dei Romani alle risorse locali, in una regione caratterizzata dalla metallurgia e dal commercio tra i popoli gaulici (Leuches, Remes, Lingons).

Il sito del Châtelet, occupato dai tempi neolitici, raggiunse il suo picco nel periodo gallo-romano (I-III secoli). Il lago, combinato con bagni termali e un fanum, riflette la urbanizzazione pianificata della città, con quartieri artigianali (pot, fabbri) e residenziali. La distruzione parziale nel terzo-quarto secolo, legata alle invasioni barbariche, non ha impedito un'occupazione merovingiana, prima di un graduale declino in favore di San Dizier.

Le prime esplorazioni scientifiche risalgono a Pierre-Clément Grignon (1772–74), maestro di forgi e archeologo amatoriale, i cui scavi metodologici — finanziati da Luigi XV — segnarono un punto di svolta nell'archeologia francese. Il suo lavoro, seguito dal lavoro di Abbé Fourot o Louis Lepage, ha pubblicato solo una piccola parte del sito, ora sovrastata dalla vegetazione. Uno studio di Lidar è in corso per affinare la mappatura di questo patrimonio sepolto.

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