Presumibilmente costruzione Antiquité (période romaine) (≈ 212)
Periodo di costruzione del monumento.
2005
La scoperta archeologica
La scoperta archeologica 2005 (≈ 2005)
Antiche canalizzazioni verso il monumento identificato.
17 octobre 2014
Classificazione MH
Classificazione MH 17 octobre 2014 (≈ 2014)
Protezione totale dei resti visibili.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
In totale le vestigia visibili in elevazione come rappresentata da una linea verde sul piano annesso all'ordine, seduta sul Parcel AI 230: classificazione per ordine del 17 ottobre 2014
Origine e storia
Il tempio Apollo di Autun, situato nell'antica città di Augustostodunum (oggi Autun), è un monumento la cui funzione esatta rimane incerta. Le ipotesi più plausibili suggeriscono che sarebbe o un esedro – uno spazio semicircolare per ospitare statue in nicchie – o una fontana monumentale (nymphaeus), una forma architettonica comune nelle città romane. La sua struttura semicircolare e la presenza di antichi tubi, tra cui uno rivestito di cemento di piastrelle (materiale tipico di tubi di acqua potabile), sostengono questa teoria. Gli scavi del 2005 hanno rivelato questi sviluppi idraulici, rafforzando l'idea di un collegamento con l'approvvigionamento idrico o la distribuzione.
Classificato un monumento storico nel 2014, il tempio è soggetto a piena protezione per i suoi resti ancora visibili in elevazione. Questi resti, situati in Place Anatole de Charmasse, corrispondono a un pacco specifico (AI 230) e sono delimitati da un piano allegato all'ordine di classificazione. Nonostante la sua designazione tradizionale come "il tempio di Apollo", nessuna prova archeologica o epigrafica conferma formalmente la sua associazione con il culto di Apollo. Tuttavia, l'edificio illustra l'importanza degli edifici pubblici nelle città gallo-romane, dove spazi monumentali servivano come luoghi di culto, assemblea e approvvigionamento idrico.
La posizione del monumento, anche se documentata (6 Place de Charmasse), soffre di scarsa accuratezza (nota 5/10 secondo la base Monumentum), riflettendo le persistenti incertezze circa la sua dimensione originale e la sua integrazione nell'antico tessuto urbano. Le fonti disponibili, tra cui la base di Merimée e i rapporti di scavo, sottolineano il carattere eccezionale di questa vestigia, un raro esempio di architettura pubblica romana in Borgogna. Il suo studio continua a alimentare dibattiti sulle pratiche urbane e religiose in Gallia romana, soprattutto in Autun, fondata sotto Augusto come capitale degli Edui.
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