Periodo di Châtelperronien vers -38 000 à -32 000 ans (≈ 0)
Il sito omonimo di questa cultura di transizione.
vers 1848
Scoperta delle grotte
Scoperta delle grotte vers 1848 (≈ 1848)
Opere ferroviarie che rivelano oggetti preistorici.
1867-1872
La ricerca del dottor Bailleau
La ricerca del dottor Bailleau 1867-1872 (≈ 1870)
Scoperta di strumenti e difese mammotiche.
20 mai 1949
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 20 mai 1949 (≈ 1949)
Protezione delle due grotte preistoriche.
1951-1954 et 1962
Cerca in Henri Delporte
Cerca in Henri Delporte 1951-1954 et 1962 (≈ 1953)
Evidenzia i livelli di Moustarian e Châtelperronien.
19 janvier 1991
Topografia delle cavità
Topografia delle cavità 19 janvier 1991 (≈ 1991)
Lavoro di Nicole Boullier e squadra.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Le due grotte preistoriche (cad. A 189p, posto La Grotte des Fées): classificazione per decreto del 20 maggio 1949
Dati chiave
Albert Poirier - Ingegnere e paleontologo
La caverna di Poirier fallì intorno al 1848.
Guillaume Bailleau - Medico e archeologo
Esplora la Grotta di Bailleau (1867-1872).
Henri Delporte - Specialista in UA
Ricerche stratigrafiche negli anni '50.
Origine e storia
Le grotte di Les Fées, situate a Châtelperron nell'Allier (Auvergne-Rhône-Alpes), formano una serie di due cavità preistoriche: la Grotta di Bailleau (26 m) e la Grotta del Poirier (20 m), accompagnati dai resti della Grotta congelata. Queste grotte, scavate nei laghi calcarei dell'Aquitaniano, si affacciano sulla riva sinistra del Graveron. La loro scoperta nel XIX secolo fu legata ad un progetto ferroviario che collegava le miniere di Bert a Dompierre-sur-Besbre. Intorno al 1848, il lavoro per migliorare il percorso ferroviario ha rivelato oggetti preistorici di fronte agli ingressi, rivelando un sito archeologico eccezionale.
La Grotta di Fées è l'omonimo sito di Châtelperronien (circa -38 000 -32 000 anni), un periodo cardine segnato dalla transizione tra Neandertaliani e Homo sapiens. Gli scavi, condotti nel 1867 dal Dr. Guillaume Bailleau e dall'ingegnere Albert Poirier, esumarono migliaia di frammenti, difese mammotiche, e strumenti caratteristici come "Knive Chatelperron". Negli anni '50, Henri Delporte ha confermato due livelli di occupazione: Moustarian e Châtelperronien, alimentando dibattiti sulla convivenza tra le due specie umane.
Le grotte consegnarono anche resti gallo-romani e ospitarono un cantautore nel XIX secolo. I loro strumenti, oggi sparsi tra il British Museum, il Philadelphia Museum e le collezioni francesi (Anne-de-Beaujeu Museum, National Archaeology Museum), testimoniano la loro importanza scientifica. Classificato un monumento storico nel 1949, sono soprannominati "Boite aux Fées" a causa delle loro suggestive concrezioni calcaree. Il loro studio rimane centrale per comprendere le fasi finali della presenza neanderthal in Europa.
Gli scavi storici furono segnati da figure come Guillaume Bailleau, che esplorarono l'omonima grotta e scoprì strumenti flint e difese mammut, e Henri Delporte, il cui lavoro negli anni '50 chiariva la stratigrafia e le occupazioni successive. La Grotta congelata, identificata nel 1867, rivelò strumenti Mussteriani e Châtelperronian, tra cui tipiche lame posteriori. Queste scoperte alimentarono polemiche sull'estinzione di Neanderthals e l'emergere di Homo sapiens in Europa.
Il sito, topografiato nel 1991, rimane un riferimento per lo studio delle culture paleolitiche. Le collezioni, anche se per lo più esportate, includono pezzi esposti localmente al Châtelperron Prehistorama (ex stazione), sotto forma di riproduzioni. Le grotte illustrano anche le sfide della conservazione del patrimonio preistorico, tra antico sfruttamento scientifico e lo sviluppo turistico contemporaneo.
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