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Biber di Boulogne-sur-Mer dans le Pas-de-Calais

Patrimoine classé
Patrimoine urbain
Beffroi
Pas-de-Calais

Biber di Boulogne-sur-Mer

    Place Godefroy de Bouillon
    62200 Boulogne-sur-Mer
Proprietà del comune
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Beffroi de Boulogne-sur-Mer
Crédit photo : PMRMaeyaert - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1700
1800
1900
2000
XIIe siècle
Costruzione di dungeon
1268
Distruzione parziale di Louis IX
1269
Ricostruzione del campanile
1712
Fuoco della freccia medievale
10 juin 1926
Classificazione monumento storico
2005
Iscrizione all'UNESCO
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Belfry: ingresso per ordine del 10 giugno 1926

Dati chiave

Renaud de Dammartin - Conte di Boulogne (1191-1214) Sospettato sponsor della segretezza originale.
Philippe Hurepel - Successore di Renaud de Dammartin Acquisire il castello Comtal, cedendo la dungeon ai borghesi.
Louis IX - Re di Francia (Saint Louis) Distruzioni parziali ordinate nel 1268.
Martinet - Ingegnere del XVIII secolo Progettato l'attuale pavimento ottagonale dopo il fuoco.

Origine e storia

Il campanile di Boulogne-sur-Mer proviene da una dungeon eretta nel XII secolo per il primo castello comunale della città, sotto l'impulso di Renaud de Dammartin, conte di Boulogne dal 1191 al 1214. Questo potente signore, spesso in conflitto con il re Filippo Augusto, aveva questa torre costruita come elemento centrale di un insieme fortificato, probabilmente completato da edifici in legno ormai mancanti. La dungeon, che divenne inutile dopo il trasferimento del castello del Comtal ad un altro sito sotto Philippe Hurepel, fu ceduta ai borghesi della città superiore, che ne fecero il loro campanile, simbolo della loro autonomia.

Nel 1268, il campanile fu parzialmente distrutto da Luigi IX dopo che i borghesi rifiutarono di finanziare una crociata, segnando l'abolizione temporanea dei privilegi comunali. Ricostruito nel 1269, era dotato di un pavimento per ospitare le campane, simbolo della vita sociale e delle libertà urbane. La sua architettura continuò ad evolversi nel XVIII secolo, quando l'ingegnere Martinet sostituì la freccia medievale, distrutta da un incendio nel 1712, con un caratteristico pavimento ottagonale. Questo monumento, l'unico risparmiato durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, incarna oggi la resilienza e l'identità di Boulogne-sur-Mer.

Il campanile ha svolto funzioni essenziali per il comune: ha ospitato la campana ritmizzando la vita quotidiana, ha protetto documenti ufficiali come la Carta e il sigillo, e materializzato il potere echevino contro le autorità seigneuriali e religiose. Nonostante il suo aspetto impressionante, rifletteva in realtà un potere comunale limitato, come evidenziato dall'episodio del 1268. Classificato monumento storico nel 1926 e Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO dal 2005 con altri campanile dell'Hauts-de-France, rimane un emblema del patrimonio architettonico e politico medievale.

Il futuro

Dal 2005, il campanile fa parte del patrimonio mondiale dell'umanità, insieme ad altri befi della regione.

Collegamenti esterni