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Miglio romano di Brossel au Broc dans le Puy-de-Dôme

Patrimoine classé
Vestiges Gallo-romain
Borne milliaire
Puy-de-Dôme

Miglio romano di Brossel

    Beaurecueil
    63500 Le Broc
Proprietà privata
Borne milliaire de Brossel
Borne milliaire romaine de Brossel
Crédit photo : Record - Sous licence Creative Commons

Timeline

Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1856 (avant)
Studio di Pierre-Pardoux Mathieu
1945
Ricerca di Pierre-François Fournier
22 mai 1951
Classificazione monumento storico
1994
Integrazione con la mappa archeologica della Gallia*
2016
Tesi di Marion Dacko
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Roman Milepoint of Brossel, terroir of the Pierre-Fichade (cad. D 335) : classificazione per ordine del 22 maggio 1951

Dati chiave

Pierre-Pardoux Mathieu - Storico locale (XV secolo) Prima di documentare la pietra come terminale.
Pierre-François Fournier - Archeologo (XX secolo) Ricerca e ipotesi di targa mancante.
Jean-Claude Béal - Archeologo contemporaneo Analisi dei materiali (arkosis) e conferma romana.
Marion Dacko - Dottore in Archeologia (2016) Integrare il legame nel suo corpus arber.

Origine e storia

Brossel Mile Terminal, situato nel comune di Broc (Puy-de-Dôme), è un monolite arkose grigio alto 1,96 m con base quadrata da 0,75 m. Anche se l'epigrafo (senza iscrizione), le sue caratteristiche morfologiche e la sua posizione vicino alla via romana da Clermont a Brioude suggeriscono un'origine romana. Gli archeologi, come Jean-Claude Béal, sottolineano l'uso frequente di l'arkose per miglia nella zona, anche se questa pietra è stata anche associata a menhir preistorici da parte delle popolazioni locali, che lo chiamano Peiro levado (Pierre levado).

Il confine è menzionato dal catasto napoleonico e studiato nel XIX secolo da Pierre-Pardoux Mathieu, che evoca una strada asfaltata romana nelle vicinanze. Nel 1945, Pierre-François Fournier lo scavava parzialmente e diede origine all'ipotesi di una placca incisa mancante, anche se rimase prudente sulla sua attribuzione romana. Nonostante la sua esclusione dal corpus epigrafico latino (come il CIL), la recente ricerca, in particolare quella di Marion Dacko (2016), conferma il suo legame con la rete stradale arber romana, grazie alla sua vicinanza all'agglomerato secondario di Blanède e alla strada per la Croce della Pietra.

Raccolse un monumento storico nel 1951 come il "Milemark romano", è citato nella mappa archeologica di Gallia (1994) e rimane una testimonianza discussa dell'occupazione romana in Auvergne. Il suo stato ibrido — tra menhir riutilizzato e terminal stradale — illustra le difficoltà di interpretare resti di anepografo. Gli studi attuali tendono ad essere romani, anche se l'assenza di iscrizione definitiva lascia un dubbio residuo.

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