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Bouquinistes de Paris, banca destra a Parigi

Patrimoine classé
Boutique classée MH
Bouquinistes
Paris

Bouquinistes de Paris, banca destra a Parigi

    Quai du Louvre
    75001 Paris

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
1649
Proibizione dei display
XVIe siècle
Origini dei libri
1789-1795
Prosperità rivoluzionaria
1859
Concessioni fisse
1930
Standardizzazione delle scatole
1991
Classificazione UNESCO
2019
Patrimonio immateriale
2023
Minaccia di movimento
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Esnauts et Rapilly - Bouquinists divenne editor Iniziare sul molo nel 1768 prima dell'apertura del negozio.
Charles Nodier - Scrittore e Difensore Annota la graduale scomparsa dei librerie nel 1840.
Ferdinand Teulé - Fondatore del Premio letterario Creato il prezzo del libro nel 1953.
Karl Lagerfeld - Couturier ispirato Recreated i loro stand per una parata Chanel nel 2018.
Camille Goudeau - Bouquiniste e autore Scritto *The Scraped Cats* (2021) sul loro commercio.

Origine e storia

I librerie di Parigi, che apparvero nel XVI secolo come peddlers, gradualmente si stabilirono sulle rive della Senna nonostante le restrizioni imposte dalla corporazione dei librerie. Nel 1649, un regolamento proibiva le esposizioni su Bridge Nine, riflettendo le tensioni tra il commercio di strada e i librerie sedentarie. La rivoluzione francese (1789-1795) segnava un punto di svolta: i librerie prosperarono attraverso le requisizioni di biblioteche aristocratiche e clericali, mentre la produzione editoriale era limitata agli scritti rivoluzionari.

Sotto il Primo Impero, i librai ricevettero il riconoscimento ufficiale e si diffusero dal Molo Voltaire al Ponte Saint-Michel. Nel 1859, la città di Parigi concesse loro concessioni fisse: 10 metri di parapetto per 26,35 franchi all'anno, con orari modellati su alba e tramonto. Le scatole verdi, standardizzate nel 1930 (dimensioni: 2 m di lunghezza, 0,75 m di larghezza), diventano un simbolo parigino. Il loro colore "carro verde" ricorda le fontane di Wallace e la metropolitana, incorporando questi display nel paesaggio urbano.

Nel 1891, un decreto comunale autorizzava i librettieri a lasciare la loro merce di notte, segnando la fine delle scatole di legno mobili. Il XX secolo vide il loro numero varia: 275 nel 1945, 240 nel 1991 (anno dell'iscrizione delle banche della Senna come patrimonio mondiale dell'UNESCO), e 230 nel 2022. Il loro status, regolato dal municipio, richiede una presenza minima di quattro giorni alla settimana e limita i ricordi a uno in quattro scatole per preservare la loro vocazione letteraria.

La loro esperienza è stata inclusa nell'inventario del patrimonio culturale immateriale francese dal 2019, il primo passo verso un'applicazione dell'UNESCO. Nonostante le sfide (più basse vendite di libri, pressione turistica, vandalismo), perpetuano una tradizione secolare, mescolando il commercio, la storia e l'arte parigina di vivere. Il loro Paname book festival, lanciato nel 2014, celebra questo patrimonio con animazioni e incontri letterari.

Librerie ispirarono arte e moda, come nel 2018 quando Karl Lagerfeld ha ricreato i loro stand per una parata Chanel. Il loro emblema, una lucertola che brama una spada, simboleggia la loro ricerca per il sole e la loro aspirazione alla nobiltà del commercio della libreria. Oggi, le loro 900 scatole ospitano circa 300.000 libri, stampe e curiosità, rendendo le banche di Senna un museo aperto.

Il loro futuro, tuttavia, è incerto: nel 2023, il municipio di Parigi evoca il loro spostamento temporaneo per i Giochi Olimpici del 2024, sollevando preoccupazioni logistiche ed economiche. Nonostante la loro precarietà, rimangono un simbolo della cultura parigina, tra memoria collettiva e adattamento alle sfide contemporanee.

Il futuro

Iscritti come Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO dal 2011, gli oltre duecento librerie non pagano tasse o affitto, ma devono rispettare rigide normative in materia di loro commercio.

Collegamenti esterni