Ordine degli edifici 1903 (≈ 1903)
L'architetto Émile Chassaigne fu incaricato della costruzione.
3 décembre 2001
Registrazione Monumento storico
Registrazione Monumento storico 3 décembre 2001 (≈ 2001)
Protezione totale (costruzione e decorazioni interne).
1er quart XXe siècle
Periodo di costruzione
Periodo di costruzione 1er quart XXe siècle (≈ 2025)
Stile Beaux-arts neo-Louis XVI dominante.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Edificio completo, comprese le decorazioni interne (scaling, ascensore, legna e camini di appartamenti) (Box IR 82): iscrizione per ordine del 3 dicembre 2001
Dati chiave
Émile Chassaigne - Architetto
Produttore dell'edificio nel 1903.
Origine e storia
L'edificio a 26 Blatin Street a Clermont-Ferrand è un esempio emblematico dell'architettura neo-haussmaniana del XX secolo. Ordinato nel 1903 dall'architetto Émile Chassaigne, incarna lo stile Beaux-arts ispirato al neo-Louis XVI, con elementi caratteristici come un balcone continuo al piano superiore e una torre di cupola sormontata. Questo modello si ispira direttamente agli edifici borghesi parigini, adattando il loro prestigio alla città di Clermont.
L'edificio si distingue per la sua organizzazione interna, accessibile tramite un passaggio coperto che conduce ad un cortile con due scale. Il primo, integrato nel lavoro, presenta baie rampanti, mentre il secondo, in antipasto, ospita due scale laterali: un onore con ascensore, l'altro servizio. Questi dettagli, così come le decorazioni interne (legno, camini, ascensore), hanno motivato la sua iscrizione totale nei Monumenti Storici per ordine del 3 dicembre 2001.
L'edificio riflette l'urbanizzazione e l'arricchimento di Clermont-Ferrand alla fine del secolo, dove la borghesia locale adotta i codici architettonici parigini. Il suo architetto, Émile Chassaigne, applica un know-how accademico, coniugando funzionalità (passo coperto, distribuzione degli spazi) ed estetica (decors Luigi XVI, simmetria delle facciate). La protezione dell'edificio sottolinea il suo valore di patrimonio, sia per la sua architettura esterna che per le sue caratteristiche interne conservate.
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