Crédit photo : Dominique Robert REPERANT - Sous licence Creative Commons
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Timeline
Époque contemporaine
2000
27 décembre 1991
Registrazione Monumento storico
Registrazione Monumento storico 27 décembre 1991 (≈ 1991)
Protezione della cabina e delle sue terrazze.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Cabina in pietra secca Pechmémie (cad. 539C 194): entrata per ordine del 27 dicembre 1991
Origine e storia
Il rifugio Pechmémie si distingue per la sua forma rettangolare, atipico per questo tipo di costruzione. Misura 13 metri di lunghezza, è sostenuta da una parete di supporto di quarantaotto metri, delineando una terrazza a nord, stessa delimitata da una parete. Una seconda terrazza, supportata anche da una parete, estende questo set. L'edificio è interamente montato in pietre secche, senza mortaio, e coperto con lauze, pietre piatte tipiche della regione. La sua facciata ha una grande baia di terzo punto, parzialmente modellata in seguito per lasciare solo una porta rettangolare, sormontata da un lintel monolitico in corbellazione.
A differenza delle capanne tradizionali, rotonde o quadrate, questa struttura illustra un adattamento architettonico locale. La sua registrazione come monumento storico per ordine del 27 dicembre 1991 sottolinea la sua importanza di patrimonio. La cabina, situata nel villaggio di Sireuil, comprende nella sua protezione le terrazze associate e le pareti di contenimento (parco cadastale 539C 835). Anche se la proprietà privata, il suo stato di conservazione e la posizione (12 Rue du Camp de César) lo rendono una notevole testimonianza delle tecniche di costruzione in pietra secca, caratteristica delle aree rurali di Dordogne.
Capanne di pietra secche, come quella di Pechmémie, spesso servite come rifugi temporanei, luoghi di stoccaggio o rifugi per contadini e pastori. La loro costruzione, senza legame, si basava sul know-how passato attraverso le generazioni, utilizzando solo risorse locali. Nella regione Eyzies-de-Tayac-Sireuil, ricca di siti preistorici, questi edifici dimostrano anche un'occupazione umana continua e un adattamento ai vincoli geologici e climatici. La loro conservazione permette oggi di studiare gli stili di vita e le tecniche artigianali delle comunità rurali passate.
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