Logo Musée du Patrimoine

Tutto il patrimonio francese classificato per regioni, dipartimenti e città

Cairn de la Ville-Pichard à Pléneuf-Val-André en Côtes-d'Armor

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Cairn
Côtes-dArmor

Cairn de la Ville-Pichard à Pléneuf-Val-André

    6 Square Pierre Loti
    22370 Pléneuf-Val-André

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4000 av. J.-C.
3900 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
Néolithique moyen (vers 4500-3500 av. J.-C.)
Costruzione di cairn
1887
Scavi archeologici
15 avril 1965
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Cairn à trois dolmens (cad. S 212): classificazione per ordine del 15 aprile 1965

Dati chiave

M. Fornier - Ricerca archeologica Esplorato il cairn nel 1887.

Origine e storia

Il castello della Ville-Pichard, situato a nord di Pléneuf-Val-André nella Côtes-d Questo monumento megalitico di forma ellittica (25 m di lunghezza, 10 m di larghezza e 5 m di altezza originariamente) risale al neolitico medio armeno. Si compone di tre camere circolari allineate, ciascuna accessibile da un corridoio rivolto a sud, e coperto da una corbellazione di pietre secche. La sua architettura ricorda quella della canna di Carn Island a Ploudalmezeau, evidenziando una tradizione costruttiva regionale.

Gli scavi condotti nel 1887 dal Sig. Fornier – la cui identità precisa rimane sconosciuta – rivelarono manufatti esclusivi nella stanza 3: sedici ciottoli, strumenti flint (bladi, punte, raschietto) e tensioni di sette vasi di ceramica. Queste scoperte, caratteristiche del Neolitico Medio (circa 4500-3500 a.C.), attestano l'uso funebre e rituale del sito. Le camere, delimitate da orthostats da 0.80 m a 1.20 m di altezza, avevano un pavimento pavimentato di lastre di arenaria d-Erquy, materiali locali.

Ranked un monumento storico il 15 aprile 1965, il cairn illustra l'importanza delle sepolture collettive nelle società neolitiche armene. Oggi, parzialmente sepolto sotto la vegetazione, testimonia le pratiche funerarie e l'ingegneria megalitica del tempo. Il suo stato attuale limita la sua accessibilità, ma la sua protezione legale conserva la sua memoria archeologica.

Il confronto con l'isola di Carn suggerisce una rete di scambi o una scuola architettonica comune tra le comunità costiere della Bretagna settentrionale. Scoperti ciottoli e ceramica evocano offerte o oggetti di uso quotidiano depositati con il defunto, riflettendo le credenze legate all'aldilà. La mancanza di mobili nelle camere 1 e 2 rimane inspiegabile, aprendo la strada alla ricerca futura.

Collegamenti esterni