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Campo Celtico del Bure à Saint-Dié-des-Vosges dans les Vosges

Vosges

Campo Celtico del Bure


    88100 Saint-Dié-des-Vosges
Camp celtique de la Bure
Camp celtique de la Bure
Camp celtique de la Bure
Camp celtique de la Bure
Camp celtique de la Bure
Camp celtique de la Bure
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Camp celtique de la Bure
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Camp celtique de la Bure
Camp celtique de la Bure
Camp celtique de la Bure
Camp celtique de la Bure
Camp celtique de la Bure
Crédit photo : Ji-Elle - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
XIXe siècle
Époque contemporaine
2800 av. J.-C.
2700 av. J.-C.
100 av. J.-C.
0
100
1900
2000
Néolithique final
Prima tracce di occupazione
IIᵉ–Iᵉ siècles av. J.-C.
Cima gallica
Iᵉᵉʳ–IVᵉ siècles ap. J.-C.
Periodo romano
1964–1986
Scavi archeologici
6 août 1982
Monumento storico
5 avril 1993
Registrazione degli approcci
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Campo celtico (cad. B 3, lieudit Tête du Villé): per ordine del 6 agosto 1982 - Le piste e gli approcci nord-est, i luoghi conosciuti come Tête du Villé e Rein de Champ Cote (Box B 1 a 3, 10): iscrizione per ordine del 5 aprile 1993

Dati chiave

Édouard Ferry - Studioso locale (18 ° secolo) Studi del primo sito
Gaston Save - Disegno e archeologo Documentazione di resti gallo-romani
Albert Ronsin - Archeologo Lancia scavi nel 1964
Georges Tronquart - Direttore degli scavi (1966-1986) Grandi scoperte sull'oppidum

Origine e storia

Il campo celtico del Bure, situato in Lorena, è un alto sito fortificato che confina con la valle dell'Alta Meurthe. Occupata fin dall'ultimo neolitico, raggiunse il suo picco nel II e 1o secolo a.C., durante la fine dell'indipendenza gaulandese, poi durante il periodo romano (II-IV secolo). L'altopiano, ora boscoso, è sede di vestigia di Gallico (murus gallicus) e bastioni romani, così come tracce di attività artigianali (forgia, vetro, vettore). Raccolse un monumento storico nel 1982, fu oggetto di scavi archeologici dal 1964 al 1986, rivelando un ricco arredo (valuta, armi, ceramiche) esposto al Musée Pierre-Noël de Saint-Dié-des-Vosges.

Il sito, con una superficie di 3 ettari, raggiunge i 583 metri e domina la confluenza della Hure e della Meurthe. È stato strategicamente posizionato vicino a antiche strade che collegano le valli di Vosges e la pianura di Lorena. I bastioni, rinforzati da ditches e per poterne, hanno protetto un habitat occupato da artigiani (forgeroni, vetrai), guerrieri e pellegrini. Il toponymy locale (Bure) evoca i legami con l'estrazione mineraria o con l'adorazione del dio gaalico Baco, mentre gli steli romani attestano il culto di Mercurio e Giove.

Gli scavi hanno rivelato necropoli, cave di arenaria e laboratori metallurgici, con oltre 460 kg di scorie e 19 angoli di ferro. Il sito ospitava anche santuari, come testimoniano i frammenti di steli votivi e le rappresentazioni di Giove cavalier. All'età del ferro, il Bure era un luogo di potere e di commercio, prima di diventare una strada e relè religioso sotto l'Impero Romano. Il suo declino coincide con la fine dell'antichità, anche se le tesse medievali suggeriscono la successiva frequentazione sporadica.

Il Bure ha anche una storia post-anticale segnata da leggende (lupi, riti pagani) e si riutilizza come carriera. Nel XVIII secolo venne eretta una croce commemorativa per prevenire attacchi di lupo. I primi studi scientifici iniziarono nel XIX secolo con studiosi come Édouard Ferry e Gaston Save, prima di scavi sistematici condotti da Albert Ronsin e Georges Tronquart. Oggi il sito è accessibile da sentieri escursionistici e offre un panorama a 360° dei Vosgi.

Le scoperte archeologiche (346 monete di Gaulish, fibuli di Nauheim, armi) confermano il suo ruolo principale per i Leuques e altri popoli celtici. I bastioni, combinando tecniche galliche (oak-pouting) e tecniche romane (blocchi di arenaria), illustrano un'occupazione continua. Il museo locale mantiene un modello del sito, mentre le muffe stele sono esposte in situ. La Bure rimane una testimonianza chiave degli scambi culturali e militari tra Gallia e Romani in Lorena.

Collegamenti esterni