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Campo preistorico di Chassey-le-Camp en Saône-et-Loire

Patrimoine classé
Vestiges préhistoriques
Éperon barré
Vestiges Gallo-romain

Campo preistorico di Chassey-le-Camp

    Le Bourg
    71150 Chassey-le-Camp
Proprietà privata
Camp préhistorique de Chassey-le-Camp
Camp préhistorique de Chassey-le-Camp
Camp préhistorique de Chassey-le-Camp
Camp préhistorique de Chassey-le-Camp
Camp préhistorique de Chassey-le-Camp
Camp préhistorique de Chassey-le-Camp
Camp préhistorique de Chassey-le-Camp
Camp préhistorique de Chassey-le-Camp
Crédit photo : GdeLaB - Sous licence Creative Commons

Timeline

Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
IVᵉ millénaire av. J.-C.
Prima occupazione di caccia
1865
Alla scoperta del sito
14 juin 1932
Monumento storico
16 juin 2018
Inaugurazione della CIACC
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Campo preistorico: per ordine del 14 giugno 1932

Dati chiave

Édouard Flouet - Scoperta del sito Identificò il campo nel 1865.
E. Loydreau - Ricerca (1866–180) Collezionato migliaia di oggetti flint.
Jean-Paul Thévenot - Archeologo moderno Scavi stratigrafici diretti dal 1969.
Yves Pautrat - Esperto regionale (DRASSM) Contribuito al progetto ICCCC.

Origine e storia

Il Campo Preistorico di Chassey-le-Camp è un importante sito archeologico situato su un altopiano di 9 ettari a Chassey-le-Camp (Saône-et-Loire). Occupato dal quarto millennio a.C., diede il suo nome alla civiltà neolitica di Chasseen. Il sito, un tipo di spur sbarrato, combina barriere naturali e bastioni in pietra secca. Fu usato sporadicamente fino al Medioevo, con tracce di occupazione nell'età del bronzo, nell'età del ferro e nei periodi merovingiani e medievali.

Scoperto nel 1865 da Édouard Flouet, il sito è stato ampiamente cercato tra il 1866 e il 1880 da E. Loydreau, che ha raccolto migliaia di oggetti flint. Le successive campagne (1925-1927, 1953, poi a partire dal 1969) rivelarono resti del Neolitico medio, tra cui ceramiche decorate e prove di apicoltura. I Chassees, i primi occupanti, lasciarono case e strumenti a chaille sulla frangia orientale dell'altopiano. Il sito fu fortificato all'età del ferro, con strutture chiamate "il castello" (nord) e "il pane" (sud).

Le collezioni degli scavi sono conservate in diversi musei regionali: il Museo Rolin d'Autun (un oggetto flint), il Museo Denon de Chalon-sur-Saône e il Museo Régnier de Mont-Saint-Vincent. Un Centro di Interpretazione Archeologica (CIACC), inaugurato nel 2018, espone manufatti del periodo neolitico, protostorico e merovingiano, in collaborazione con archeologi come Jean-Paul Thévenot e Yves Pautrat. Il sito, classificato come monumento storico nel 1932, è ora attraversato dal GR7 e dotato di pannelli didattici.

Il campo illustra l'evoluzione delle società preistoriche in Borgogna, passando da un habitat neolitico organizzato (con caratteristici vasi di sostegno) a un ruolo politico nell'età del ferro. Il suo graduale abbandono dopo il Medioevo permise la sua conservazione, prima della sua riscoperta nel XIX secolo. Studi moderni, tra cui studi stratigrafici, hanno affinato la comprensione delle sue occupazioni successive, evidenziando pratiche innovative per il tempo, come l'apicoltura.

L'importanza del sito va oltre il quadro locale: è stato utilizzato come riferimento per definire la cultura materiale di Chasseen, segnata da ceramiche con decorazioni geometriche e strumenti flint. Gli scavi del XIX secolo, anche se meno rigorosi dei metodi attuali, hanno reso possibile costituire un corpus di oggetti oggi essenziali per la ricerca sul neolitico della Borgogna. La CIACC svolge ora un ruolo chiave nel mediare questa eredità, presentando sia pezzi originali che rielaborazioni contestuali.

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