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Campo romano di Saint-Séverin-sur-Boutonne en Charente-Maritime

Patrimoine classé
Vestiges Gallo-romain
Camp romain
Charente-Maritime

Campo romano di Saint-Séverin-sur-Boutonne

    Le Châtelier
    17330 Saint-Séverin-sur-Boutonne

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
11 mai 1945
Registrazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Camp Romain (reggi): registrazione per ordine dell'11 maggio 1945

Origine e storia

Il campo romano di Saint-Séverin-sur-Boutonne è un vestigio archeologico situato nella città di Charente-Maritime (Nouvelle-Aquitaine). Anche se il suo nome evoca l'origine romana, le fonti disponibili indicano una data più vecchia risalente al caldeo (età del rame). Questo divario tra la denominazione e il periodo effettivo pone domande sulla sua storia e sui suoi usi successivi, non dettagliati nei documenti consultati.

Il sito è stato ufficialmente riconosciuto per la sua importanza di patrimonio da un'iscrizione come monumenti storici, efficace dal decreto dell'11 maggio 1945. Questa protezione legale è intesa a preservare i resti del campo, la cui esatta posizione è approssimativa secondo le basi di dati disponibili (accuratezza stimata al 5/10). Le coordinate GPS associate suggeriscono un indirizzo vicino, a 24 Chemin du Châtelier in Dampierre-sur-Boutonne, ma queste informazioni richiedono la verifica.

Non sono forniti dettagli architettonici o storici precisi dalle fonti attuali, tranne la menzione di un campo "romano" (possibilmente anacronistico o erroneo) e il suo status di monumento protetto. Il database Merimée e i riferimenti esterni (Wikipedia, Monumentum) non forniscono alcuna informazione sul suo utilizzo, i suoi costruttori, o il suo ruolo nella regione durante il periodo caldeo. Bassa precisione geografica e mancanza di descrizioni fisiche limitano la comprensione di questo sito.

Il comune di Saint-Séverin-sur-Boutonne, attaccato al dipartimento di Charente-Maritime (codice Insee 17401), fa parte di un territorio segnato da un'antica occupazione umana. Il caldeolitico, periodo di transizione tra il Neolitico e l'Età del Bronzo, corrisponde ad un tempo in cui le società locali sviluppano strumenti di rame e organizzano habitat talvolta fortificati. I campi di quel tempo spesso servivano come rifugi o luoghi di controllo territoriale, anche se la loro funzione esatta dipendeva dalle scoperte archeologiche.

L'iscrizione del campo come monumenti storici nel 1945 riflette il desiderio di preservare il patrimonio archeologico, in un contesto post-secondo guerra mondiale in cui la protezione dei siti antichi diventa una priorità in Francia. Tuttavia, la mancanza di ricerche accessibili o studi pubblicati rende difficile valutare il suo stato attuale o potenziale scientifico. Fonti disponibili (Wikipedia, Monumentum) si riferiscono ai dati amministrativi piuttosto che alle analisi approfondite.

Per i visitatori, mancano le informazioni pratiche: il sito è accessibile? Ci sono pannelli esplicativi? Nessuna indicazione è data di eventuali visite, musei o attività didattiche relative al campo. Posizione approssimativa e mancanza di dettagli concreti potrebbero scoraggiare i tentativi di visita, nonostante il suo stato protetto. I riferimenti esterni, come la base Merimée o i portali regionali, potrebbero offrire indizi complementari, non utilizzati qui.

Collegamenti esterni