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Campo di concentramento e di tirocinio Vernet à Saverdun dans l'Ariège

Ariège

Campo di concentramento e di tirocinio Vernet

    15 Plaine d'Embayonne
    09700 Saverdun
Camp de concentration et d‘internement du Vernet
Camp de concentration et d‘internement du Vernet
Camp de concentration et d‘internement du Vernet
Camp de concentration et d‘internement du Vernet
Camp de concentration et d‘internement du Vernet
Camp de concentration et d‘internement du Vernet
Camp de concentration et d‘internement du Vernet
Camp de concentration et d‘internement du Vernet
Camp de concentration et d‘internement du Vernet
Camp de concentration et d‘internement du Vernet
Camp de concentration et d‘internement du Vernet
Camp de concentration et d‘internement du Vernet
Camp de concentration et d‘internement du Vernet
Camp de concentration et d‘internement du Vernet
Crédit photo : LucasD - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
juin 1918
Costruzione del campo
février-septembre 1939
Interno repubblicano spagnolo
1939-1944
Periodo di validità
1942
Campo di transito ebraico
30 juin 1944
Evacuazione finale
3 mars 2019
Protezione dei resti
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

1459, 1659, 1878, 1176, 1859, 1859, 1859, 1881, 1876, 1859, 1859, 1881, 1881, 1881, 1866, 1881, 1866, 1881, 1806, 1876, 1879, 1856, 1876, 1859, 1881, 1879, 1856, 1879, 1856, 1879, 1856

Dati chiave

Arthur Koestler - Scrittore e giornalista Internato nel 1939-1940, autore di "La Lie de la terre".
Lion Feuchtwanger - Scrittore tedesco pacifista Internato come antifascista durante la guerra.
Francisco Ponzán Vidal - Anarco-sindaco spagnolo Organizzatore di reti di fuga dal campo.
Erwin Blumenfeld - Fotografo americano Internato prima di fuggire negli Stati Uniti.
Joseph Bass - Resistenza ebraica francese Fondatore della rete André, internato al Vernet.
Carlos Duchatellier - Pittore haitiano Testi visivi della vita nel campo.

Origine e storia

Il campo di Vernet, costruito nel giugno 1918 vicino a Saverdun ad Ariège, è stato originariamente progettato per ospitare truppe coloniali. Dopo la prima guerra mondiale, servì come campo per i prigionieri tedeschi e austriaci, e fin dal febbraio 1939 si ritirò per i repubblicani spagnoli in fuga dalla guerra civile (Retirada). Questo sito divenne un simbolo di repressione sotto il regime di Vichy, che ospitava circa 40.000 internati da 54 a 58 nazionalità tra il 1939 e il 1945.

Sotto Vichy (1939-1944), il campo ha coinvolto gli stranieri considerati "indesiderabili": comunisti, anarchici, antifascisti, ebrei e lavoratori della Compagnia dei Lavoratori Esteri (CTE). Le condizioni erano estreme, descritte da internati come Arthur Koestler in The Lie of the Earth. Dal 1942 divenne un campo di transito per gli ebrei arrestati, prima della loro deportazione a Dachau o ad Auschwitz, in particolare attraverso il "treno fantasma" del giugno 1944.

Il campo fu evacuato il 30 giugno 1944 dai tedeschi, che deportarono gli ultimi 398 internati a Dachau. Oggi, ci sono solo resti (pilastri di ingresso, castello di acqua, cimitero) protetti dal 2019. Un museo al Vernet e steli commemorativi (antifascisti, resistenze, deportati ebrei) perpetuano la memoria delle vittime. Il dibattito storico persiste nella sua qualifica come "campo di concentramento", termine usato negli archivi ma contestato da alcuni storici.

Gli internati famosi includono intellettuali come Lion Feuchtwanger, artisti come Erwin Blumenfeld, o resistenze come Francisco Ponzán. Il campo illustra anche la diversità dei ricordi, tra repressione politica e persecuzione razziale, con tributi distinti per gli antifascisti, gli ebrei e i repubblicani spagnoli. La ricerca dell'Amicale des Anciens Internés du Vernet aiuta a documentare questa complessa storia.

I siti commemorativi includono un'auto commemorativa alla stazione di Vernet, che ricorda i convogli di deportazione, e uno spazio multilingue di fronte al cimitero. Questi elementi sottolineano l'importanza del campo come testimonianza della violenza del XX secolo, tra collaborazione, resistenza e Shoah, in un contesto in cui Ariège era sia terra di accoglienza che di repressione.

Collegamenti esterni