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Casa chiamata Villa La Ligne Righte à Saint-Jean-Cap-Ferrat dans les Alpes-Maritimes

Alpes-Maritimes

Casa chiamata Villa La Ligne Righte

    58 Avenue Denis Semeria
    06230 Saint-Jean-Cap-Ferrat

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
15 juin 1931
I piani di Villa
1932
Completamento della costruzione
1939–1945
Requisizione tedesca
28 novembre 2000
Etichetta del patrimonio del XX secolo
1er mars 2001
Inventario addizionale
10 décembre 2001
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Villa totale con terreno (cad. AA 54): per ordine del 10 dicembre 2001

Dati chiave

Jean Bouchet - Architetto DPLG Designer della villa, vincitore nel 1922
Louis Le Sidaner - Sponsor e proprietario originale Figlio del pittore Henri Le Sidaner
Henri Le Sidaner - Pittore post impressionista Dipinto "Notte di Cap Ferrat"
L. Renault - Imprenditore Nizza Capo della costruzione nel 1931-32

Origine e storia

La Villa La Ligne Righte, situata all'ingresso della penisola di Saint-Jean-Cap-Ferrat, incarna l'audacia architettonica del II trimestre del XX secolo. Progettato come moderno laboratorio di movimento, combina la correttezza geometrica e l'estetica navale, con facciate bianche, vetrate in strisce, e una terrazza sul tetto accessibile da una rampa di scale monumentali. Il suo nome evoca la sua silhouette elegante, mentre i suoi dettagli (hublot, ringhiere d'acciaio, prua che evoca una nave) testimoniano una presunta ispirazione marittima. Una luce centrale invertita bene imbuto, coronata da una lanterna-belvedere, ha inondato lo spazio interno, rimuovendo gli angoli del cuscinetto per rilasciare i volumi.

Costruita tra il 1931 e il 1932 dall'architetto Jean Bouchet per Louis Le Sidaner (figlio del pittore postimpressionista Henri Le Sidaner), la villa è stata costruita dall'imprenditore niçois L. Renault. Requisito dall'esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale senza subire danni, cambiò le mani prima di essere riconosciuta per la sua eccezionale eredità. Classificato Monumento Storico nel 2001 (dopo un'etichetta Patrimonio del XX secolo nel 2000), illustra la transizione a un'architettura funzionale, dove cemento armato, acciaio e vetro interagiscono con il paesaggio mediterraneo.

La villa è organizzata su quattro livelli di sloping, con un elevato piano terra alloggi e laboratori, e fondazioni dedicate agli spazi abitativi. Il soggiorno si apre su un patio rettangolare (oggi piscina), incorniciato da un colonnato in cemento che ricorda un antico peristyle, mentre un barbecue-belvedere circolare domina il sito. Il trattamento della luce è rivoluzionario: baie giganti, rimozione dei pali d'angolo, e giocare sulla trasparenza per evidenziare il porto di Villefranche. Il patrimonio degli oliveti locali, con 30 ulivi centenari, richiama la storia agricola della penisola prima della sua urbanizzazione.

Jean Bouchet (1897–?), architetto formatosi a Parigi, ha segnato la sua carriera con i successi in Île-de-France prima di trasferirsi a Grasse. Medaglia d'onore al Salon des artistes français (1922) e vincitore del concorso per l'Hôtel de Ville de Puteaux (1931), ha sviluppato uno stile pulito, combinando modernità e riferimenti classici. La Villa La Ligne Righte, con le sue linee pure e il suo dialogo tra arte e tecnica, rimane il suo lavoro più emblematico, sintetizzando le utopie architettoniche del periodo interbellico.

Ranked interamente con la sua trama, la villa oggi incarna un patrimonio protetto, simbolo di innovazione architettonica azureana. La sua spettacolare scala esterna, le sue terrazze basting, e il suo lantern-semaphore lo rendono un'icona del patrimonio moderno, a metà strada tra residenza borghese e manifesto artistico. La sua storia, legata alla famiglia Sidaner e alla trasformazione della riviera francese, la rende una testimonianza privilegiata dell'evoluzione delle modalità di ricorso nel XX secolo.

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