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Cattedrale di Santo Stefano di Metz en Moselle

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Cathédrale
Eglise gothique

Cattedrale di Santo Stefano di Metz

    Place d'Armes
    57000 Metz
Stato
Cathédrale Saint-Étienne de Metz
Cathédrale Saint-Étienne de Metz
Cathédrale Saint-Étienne de Metz
Cathédrale Saint-Étienne de Metz
Cathédrale Saint-Étienne de Metz
Cathédrale Saint-Étienne de Metz
Cathédrale Saint-Étienne de Metz
Cathédrale Saint-Étienne de Metz
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Cathédrale Saint-Étienne de Metz
Cathédrale Saint-Étienne de Metz
Cathédrale Saint-Étienne de Metz
Crédit photo : Auteur inconnu - Sous licence Creative Commons

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
500
600
1000
1100
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
Ve siècle
Fondation de l ́oratoire Saint-Étienne
1040
Consacrazione della Basilica ottomana
1220–1525
Costruzione della cattedrale gotica
1384
Creazione della grande finestra occidentale
1481
Completamento della torre della Mutte
1552
Consacrazione della Cattedrale
1764
Costruzione del portale neoclassico
1877
Fuoco del tetto
1903
Inaugurazione del portale neogotico
1930
Monumento storico
1957–1970
Installazione di moderne vetrate
2015
Restauro della torre della Mutte
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Cattedrale: su rivista ufficiale del 16 febbraio 1930

Dati chiave

Hermann de Münster - Vetro Maestro (XIV secolo) Creatore della grande finestra occidentale (1384).
Pierre Perrat - Architetto (14 ° secolo) Maestro di volte a 41,41 m.
Valentin Bousch - Master-Glass (XVI secolo) Autore delle vetrate del transetto sud (1521-1527).
Jacques-François Blondel - Architetto (18 ° secolo) Produttore del portale neoclassico (1764).
Paul Tornow - Architetto (11-X secolo) Restauro neogotico e portale del 1903.
Marc Chagall - Artista (XX secolo) Autore della Bibbia vetrata (1958-1968).
Jacques-Bénigne Bossuet - Predicatore (17° secolo) Chanoine e famoso oratore a Metz.
Mattia Bonetti - Designer (XXI secolo) Creatore di mobili liturgici contemporanei (2006).

Origine e storia

La Cattedrale di Santo Stefano di Metz, costruita dal 1220 sui resti di un oratorio del V secolo dedicato a Santo Stefano, è frutto di un edificio trecentesco. La sua architettura gotica, omogenea nonostante la sua lunga elaborazione, integra elementi romanici e ottomani, riflettendo l'influenza del Reno. La navata, completata nel XIV secolo, ha un'elevazione eccezionale di 41,41 m, mentre il transetto e il coro, ricostruito tra il 1486 e il 1520, adottano uno stile gotico fiammeggiante. La cattedrale si distingue per la sua superficie vetrata di 6.496 m2, la più grande della Francia, tra cui le finestre medievali firmate Hermann de Münster (XIV secolo) e Valentin Bousch (XVI secolo).

La storia della cattedrale è caratterizzata da importanti trasformazioni, come l'integrazione del Collège Notre-Dame-la-Ronde nel XIII secolo, o i controversi restauri del Settecento, quando l'architetto Jacques-François Blondel aggiunse un portale neoclassico, poi sostituito da un portale neo-gotico sotto la direzione di Paul Tornow (1874-1903). Nel XX secolo, artisti moderni come Jacques Villon, Roger Bissière e Marc Chagall lasciarono il loro segno attraverso le vetrate contemporanee. La cattedrale, classificata come monumento storico nel 1930, incarna anche un simbolo politico, che passa sotto la dominazione tedesca (1871-1918) e poi francese, pur rimanendo un luogo di culto e di grande patrimonio culturale.

La torre della Mutte, alta 88 m, ospita l'omonima campana, simbolo delle libertà comuni fin dal Medioevo. La sua storia, segnata da cambiamenti successivi, illustra l'importanza civica dell'edificio. All'interno, il tesoro conserva pezzi notevoli, come i glutei vescovi del XII secolo o l'anello di Sant'Arnoul, mentre gli organi, tra cui uno strumento rinascimentale sospeso, testimoniano la ricchezza musicale del luogo. La cattedrale, candidato dell'UNESCO, attira ogni anno migliaia di visitatori, mescolando il patrimonio medievale, le creazioni artistiche moderne e il ruolo spirituale attivo.

Le campagne di restauro del XIX e XX secolo, spesso controverse, mirano a ripristinare uno stile gotico "purità", a volte cancellando aggiunte successive. Così, il portale neoclassico di Blondel (1764) fu demolito nel 1898 per cedere a un portale neogotico, mentre le vetrate distrutte durante la seconda guerra mondiale furono sostituite da opere contemporanee. Questi interventi riflettono le tensioni tra conservazione del patrimonio e adattamento ai mutevoli gusti estetici, evidenziando la resilienza di un monumento che è sopravvissuto a secoli di conflitto, fuoco e trasformazione urbana.

La cattedrale di Metz è singolare dal suo piano atipico, risultante dalla fusione di due chiese: la basilica di Ottawa Saint-Étienne e il Collège Notre-Dame-la-Ronde. Quest'ultimo, integrato nella navata nel XIV secolo, spiega l'asimmetria della facciata occidentale, senza una classica " facciata armonica". Le prime tre campate, ereditate da Notre-Dame-la-Ronde, formano una "chiesa nella chiesa", con un asse perpendicolare a quello della navata principale. Questa complessità architettonica, unita alle influenze del Reno (torte che circondano il comodino, passeggiate ridotte), lo rende un esempio unico del gotico della Lorena.

Nel XXI secolo, la cattedrale rimane un luogo di vita, unendo funzioni liturgiche e culturali. Recenti sviluppi, come i mobili contemporanei di Mattia Bonetti (2006) o le vetrate di Kimsooja (2020-2022), sono in dialogo con il patrimonio medievale. L'opera della Cattedrale, un'associazione fondata nel 1885, svolge un ruolo chiave nella sua conservazione, organizzazione di visite, concerti e mostre. Ranked tra le dieci cattedrali più frequentate in Francia, Saint-Étienne de Metz incarna sia una gemma architettonica, un simbolo di identità lorenese e uno spazio in continua evoluzione della creazione artistica.

Collegamenti esterni