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Position de référence.
Patrimonio
Cappella, compresa la decorazione d'interni, tra cui il pulpito, bancarelle, spogliatoi e lampadari della sacrestia (Box BC 107): iscrizione per ordine del 21 giugno 1999
Dati chiave
Sarda - Mason
Ricostruttore della cappella nel 1813.
Jean Portal - Pittore
Autore del soffitto dipinto.
Jules Balme - Sculptore
Creatore di legno (1870).
Napoléon Richard - Rettore e artigiano
Realizzata la sedia nel 1882.
Origine e storia
La cappella dei Penitenti di Tence, situata in Place du Chatiague, fu ricostruita nel 1813 dal muratore Sarda sul sito di una prima cappella del Settecento, distrutta durante la Rivoluzione. Questo edificio, di design classico (nave unica e coro semicircolare), ospita un ricco arredamento d'interni: soffitto dipinto da Jean Portal, opera in legno scolpita da Jules Balme (1870), vetro colorato (1873) e una sedia di Napoleon Richard (1882). Serviva come punto di partenza per i processi locali e conserva tracce medievali, come arrotondata probabilmente da un'antica torre difensiva.
Fondata nel 1652, la fratellanza dei penitenti bianchi del Santissimo Sacramento si stabilì per la prima volta nella chiesa parrocchiale prima di costruire la sua cappella lì. Venduto come proprietà nazionale durante la Rivoluzione, fu saccheggiato e ricostruito nel XIX secolo. Oggi ospita un museo raffigurante la storia dei penitenti e il loro patrimonio religioso, con visite guidate offerte al pubblico.
Classificato un monumento storico nel 1999, la cappella protegge la sua decorazione d'interni (sedia, bancarelle, spogliatoi) e testimonia l'importanza delle confraternite nella vita spirituale e sociale della regione. La sua architettura sobria contrasta con la ricchezza dei suoi successivi adattamenti, riflettendo l'evoluzione delle pratiche devozionali tra il XVII e il XIX secolo.
La cappella illustra anche la riappropriazione del patrimonio religioso dopo gli sconvolgimenti rivoluzionari. La sua posizione su una piazza centrale di Tence e il suo ruolo nelle cerimonie liturgiche (Giovedì Santo, Festa di Dio) lo rendono un marcatore di identità forte per il comune. Gli artigiani locali, come Portal o Balme, hanno lasciato un'impronta artistica duratura.
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