Istruzione della vecchia cappella 1758 (≈ 1758)
Troppo piccolo per i fedeli.
1765
Inizio della ricostruzione
Inizio della ricostruzione 1765 (≈ 1765)
Sul sito medievale distrutto.
1782
Consacrazione della cappella
Consacrazione della cappella 1782 (≈ 1782)
Completamento del lavoro iniziale.
1985
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 1985 (≈ 1985)
Protezione per decreto ministeriale.
2010
Restauro della facciata
Restauro della facciata 2010 (≈ 2010)
Lavoro svolto da Terh.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chapelle Notre-Dame de Lazio (cad. E 495) : iscrizione con decreto del 6 settembre 1985
Dati chiave
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Origine e storia
La cappella della Natività, chiamata Nostra Signora del Lazio, è un edificio religioso settecentesco situato a Corbara, in Corsica. Costruito sul sito di un'antica cappella medievale distrutta nel 1758 per mancanza di capacità, fu ricostruito tra il 1765 e il 1782, anno della sua consacrazione. La sua architettura combina una navata centrale ad arco in una culla, un coro cul-de-four, e una facciata decorata con pilastri dorici e corinti, sormontata da un frontone sinusoidale. Riutilizzare i bassorilievi e un campanile curvo della baia completano il suo arredamento esterno.
All'interno, la cappella presenta un piano croce latina con un transetto non protettivo e cappelle laterali. Le volte, doppie arcate e pilastri ricevettero nel XIX secolo una decorazione trompe-l'oeil, aggiungendo una dimensione artistica alla sobrietà iniziale del XVIII secolo. La facciata e la parete del recinto sono stati restaurati nel 2010 da Terh. Classificata come monumento storico nel 1985, questa cappella illustra l'evoluzione dei luoghi di culto in Corsica, tra patrimonio medievale e adattamenti barocchi.
La distruzione della cappella originale nel 1758 fu dovuta alla sua incapacità di accogliere la crescente popolazione di Corbara, riflettendo la crescente importanza delle pratiche religiose collettive nella regione. La scelta di un piano allungato e di una decorazione sobria, tipica del barocco corsa, ha soddisfatto sia le esigenze funzionali che estetiche. L'uso di soffietti di granito, materiale locale, e la presenza di bassorilievi riutilizzabili testimoniano la continuità tra periodi, segnando una rottura stilistica con il Medioevo.
L'iscrizione nei monumenti storici nel 1985 sottolinea il valore del patrimonio dell'edificio, sia per la sua architettura che per il suo ruolo nella storia religiosa dell'Alta Corsica. Il restauro del 2010, incentrato sulla facciata e sulla recinzione, mira a preservare questa testimonianza del Settecento, un periodo segnato in Corsica da profonde trasformazioni sociali e culturali, tra l'influenza genovese in declino e l'emergere di un'identità assertiva dell'isola.
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