Apparenza mariana vers 1610 (≈ 1610)
Visione di una statua della Vergine da una pastoressa.
2e moitié XVIIe siècle
Costruzione della cappella
Costruzione della cappella 2e moitié XVIIe siècle (≈ 1750)
Edificazione sotto il Marchese di Jarzé.
11 mai 1950
Monumento storico
Monumento storico 11 mai 1950 (≈ 1950)
Protezione ufficiale dell'edificio.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chapelle de Montplaced: per ordine dell'11 maggio 1950
Dati chiave
Marquis de Jarzé - Sponsor sospetta
Ha chiamato il cappellano di Montplace.
Piter Deurbroucq (1756–1831) - Armatore e membro del Parlamento
Fu sepolto nella cappella con la sua famiglia.
Origine e storia
La cappella Notre-Dame de Montplace, situata nei villaggi Jarzé nel dipartimento del Maine-et-Loire, è stata costruita nel XVII secolo dopo un'apparizione mariana. Secondo la leggenda, intorno al 1610, una pastore vide un'antica statua della Vergine Maria illuminata in un appentis. Questo fenomeno ha attirato la devozione popolare, rafforzato da storie di guarigioni miracolose. Sotto l'impulso del marchese de Jarze, protettore del luogo, una cappella è stata eretta nella seconda metà del XVII secolo per ospitare la statua, una piazzola di noce risalente al XII o XIII secolo.
La cappella, rettangolare con tre campate, è sormontata da un tetto sul retro dell'asino sormontato da un campanile centrale. Resta un luogo attivo di culto, accogliendo ogni 15 agosto una processione dal villaggio di Jarze per la festa dell'Assunzione, seguita da una messa. La statua originale, ancora presente, è al centro di questa ininterrotta tradizione religiosa fin dalla sua scoperta.
Il monumento ha anche una dimensione funeraria: ospita le tombe dell'armatore Nantes Piter Deurbroucq (1756-1831), deputato e presidente del Consiglio Generale del Maine-et-Loire, così come quelle della sua famiglia. Classificata come monumenti storici nel 1950, la cappella illustra sia il patrimonio religioso Angelvin che la storia locale, mescolando la leggenda, la devozione popolare e la memoria aristocratica.
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